L’intesa supera anche l’ondata di reazioni

14 Maggio 2019

In prima fila Biondi, Confcommercio e Federalberghi che chiedevano lo stop del provvedimento

L’AQUILA . Alla fine l’accordo per scongiurare la chiusura del traforo del Gran Sasso è stato trovato, ma anche la giornata di ieri, prima della notizia dal tavolo romano, è stata scandita da prese di posizione. In testa quella del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che proprio in mattinata aveva notificato alla società la diffida a non procedere alla chiusura: «Tale arbitraria ed illecita iniziativa della concessionaria», hanno scritto gli avvocati dell’ente, «costituirebbe un atto di gravissima lesione dei diritti di libera e sicura circolazione dei cittadini dell’intero territorio servito dall’autostrada e dell’economia locale». Secondo Confcommercio Abruzzo, la decisione di interdire il tunnel avrebbe rappresentato «uno scenario surreale, inaccettabile e dalle conseguenze devastanti. La dichiarata chiusura dell’arteria vitale», secondo l’organizzazione dei commercianti, avrebbe configurato «la morte certa di un territorio che da oltre un decennio si sforza di superare un calvario economico e sociale iniziato con il sisma del 2009, che ha distrutto L’Aquila ed il suo comprensorio, e proseguito con altri eventi catastrofici fino al 2017, rendendo vano ogni sforzo di rilancio territoriale da parte di tutte le categorie economiche».
Per questo Confcommercio era pronta alla mobilitazione dei suoi iscritti, affinché venisse trovata una soluzione, giunta in tarda serata. «Un danno enorme per tutte le imprese dell'Abruzzo interno. Un provvedimento», aveva invece osservato il presidente di Confindustria L'Aquila-Abruzzo Interno, Riccardo Podda, che avrebbe messo «in ginocchio le aziende aquilane, già gravate dalle difficoltà di una ripresa post-sisma che fatica a decollare. Rendere operativa tale decisione, il 19 maggio», aveva osservato, «significherebbe tagliare a metà l'Abruzzo, con risvolti pesantissimi per il sistema imprenditoriale locale, isolando di fatto un territorio già duramente colpito dal terremoto, che sta lavorando affannosamente per ritrovare un'identità economica e sociale». Infine, la nota molto incisiva di Federalberghi, che attraverso il presidente Giammarco Giovannelli aveva sottolineato la gravità delle ripercussioni «che investirebbero anche il settore del turismo. Ancor più gravi e drammatiche se si pensa che ci troviamo all’avvio della stagione estiva, con il periodo di bassa stagione che vede già coinvolte centinaia di famiglie italiane e numerose presenze provenienti dall’estero». (c.s.)