L’Ironman e i turisti tra aiuole secche e rifiuti

4 Giugno 2015

Mancano 10 giorni alla gara internazionale con duemila atleti e la riviera nuova si mostra già senza cura: erbacce vicino alle panchine imbrattate e fiori ingialliti

PESCARA. Mancano meno di due settimane all’Ironman e Pescara non sembra pronta per mettersi in mostra e lasciare un bel ricordo. Almeno così pare dalle fotografie che pubblichiamo: aiuole della riviera con l’erba alta e i fiori secchi, rifiuti lasciati intorno ai cassonetti sotto al sole, marciapiedi rotto. A Pescara, per il quinto anno di fila, arriverà un esercito di atleti – l’anno scorso è stato scritto il record con duemila partecipanti alla gara di triathlon che prevede 1,9 chilometri di nuoto, 90 di bici e altri 21 di corsa – e di accompagnatori. Una città invasa e in festa per un fine settimana, dal 12 al 14 giugno prossimo: l’anno scorso, al termine della gara, l’allora capo dell’organizzazione Michele Russo, per questa edizione nominato Ambasciatore della manifestazione diventata un fenomeno di costume oltre che una prova di sforzo contro i proprio limiti, aveva parlato di un giro di affari di quasi 5 milioni di euro tra bar, ristoranti, alberghi pieni da Silvi fino a Francavilla, negozi e stabilimenti balneari: soldi che restano in circolo nell’economia della città e del circondario.

Un grande appuntamento pianificato – che la carovana dell’Ironman sarebbe tornata in città si sapeva fin dall’anno scorso: «L’Ironman si farà anche nel 2015», aveva garantito Russo – ma Pescara sembra lo stesso in ritardo. A partire dalla nuova riviera, inaugurata appena un anno fa, che sarà campo di gara ufficiale e biglietto da visita della città: mancano appena 9 giorni all’avvio delle prime iniziative organizzate in vista dell’Ironman che avrà il suo apice sabato 13 con l’allestimento degli stand di gara e il giorno dopo con la gara alla quale dovrebbero partecipare atleti provenienti da 50 nazionalità. E Pescara cosa metterà in mostra davanti ai turisti sportivi? Basta farsi una passeggiata sulla riviera per vedere che la cartolina della città non è ancora quella giusta: le aiuole del lungomare appaiono ancora senza cura e l’erba è ingiallita; in più punti l’impianto di irrigazione, raccontano i balneatori della zona nord della città, non funziona; i fiori si trovano a macchia di leopardo e, nella zona centrale, lo stacco tra le aiuole curate da balneatori e ristoratori e quelle lasciate nell’incuria dal Comune è notevole; i sedili rossi sono stati imbrattati dai vandali e lo schienale si appoggia all’erba alta.

È l’incuria che domina, dalla parte del lungomare e anche dall’altra: dal lato monti, per vedere l’ex rotonda Paolucci, con la sua fontana moderna e simbolo della città, si devono oltrepassare le aiuole abbandonate che circondano gli alberi inclinati. ©RIPRODUZIONE RISERVATA