L’Italia senza creatività nel film del pescarese Del Rosario sul web la raccolta fondi /VIDEO

22 Ottobre 2014

L’artista si affida al crowdsourcing per raccogliere i 13.000 dollari necessari a completare la pellicola “Lo sguardo italiano”

PESCARA. Un film d’animazione sull’Italia di oggi, sulla straordinaria eredità culturale del nostro Paese e sul suo lento declino politico, economico e morale. Un tema rivelato attraverso le emozioni di un regista indipendente pescarese, Sandro Del Rosario, residente da qualche anno in California, che arriva a sentenziare che in Italia non sembra esserci più spazio per la creatività.

La pellicola si intitola “Lo Sguardo italiano”. E’ un film lirico, il cui tema viene rivelato attraverso la poetica dei luoghi, dei sentimenti e della memoria che ha da sempre un ruolo importante nell’opera di Del Rosario. Il suo profondo amore per le arti e per le tradizioni italiane si scontra con la desolazione dell’Italia di oggi. Sandro Del Rosario si affida al sito crowd-sourcing Kickaster.com per ultimare il suo film, avendo come obiettivo quello di raccogliere 13,000 dollari, una somma che gli permetterebbe di lavorare altri sei mesi alla sua poesia audio-visiva. Nella sua opera, Del Rosario esplora nuove tecniche d'animazione e mescola diversi mezzi espressivi dando vita ad uno stile davvero unico. Il corpo principale del film è composto da migliaia di foto dipinte a mano con i pastelli ad olio. Per una durata di circa 10 minuti si prevedono approssimativamente 6,000 immagini.

Una raccolta fondi che si presenta già come un successo visto che a due giorni dal lancio, "Lo Sguardo italiano" ha già raggiunto più di metà della somma richiesta. Tutte le informazioni sulla campagna, che termina il 19 novembre, sono reperibili sul sito https://www.kickstarter.com/projects/70209415/lo-sguardo-italiano-the-italian-gaze-an-animated-m, dove è possibile effettuare le donazioni e visionare parte dell’opera già realizzata.

«Il mio film promette grandi emozioni per tutti gli amanti dell'Italia», afferma l’autore, «per gli italiani che vivono all'estero e per tutti gli emigranti che vivono un'esperienza simile».

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