«L’Oasi ricettacolo di rifiuti e degrado»
PENNE. Degrado e incuria. Nessuna lungimiranza turistica. La riserva naturale Oasi Lago di Penne, da motivo di vanto per la città, sta diventando sempre più un rimpianto. Non passa giorno che turisti...
PENNE. Degrado e incuria. Nessuna lungimiranza turistica. La riserva naturale Oasi Lago di Penne, da motivo di vanto per la città, sta diventando sempre più un rimpianto.
Non passa giorno che turisti e residenti non denuncino zone lasciate letteralmente in stato d’abbandono, scorci di verde ridotti in veri e propri angoli del degrado. Percorsi natura, come quello a cavallo tra i due ponti della diga, letteralmente sovrastati dall’incedere della vegetazione spontanea. Anche una delle aree picnic a ridosso del lago è inaccessibile, chiusa da cespugli e con i cestini di raccolta del pattume stracolmi di immondizia e rifiuti d’ogni genere.
La cooperativa alla quale il Comune di Penne ha affidato la gestione tecnica e operativa dell’Oasi, la Cogecstre, non può arrivare dappertutto. Nonostante le tante iniziative, volte a conservare lo stato naturale dell’ambiente e a far conoscere le bellezze naturali della riserva alle scolaresche e ai turisti provenienti da tutta Italia, è innegabile che nella gestione della riserva ci sono evidenti problemi di conservazione e controllo dell’ area. «Con l’arrivo della bella stagione, vado sempre a correre lungo il ponte della diga. È un vero peccato che un posto così bello venga letteralmente lasciato in stato d’abbandono», racconta una donna.
Il sindaco Rocco D’Alfonso conferma di essere a conoscenza della problematica. In un incontro avvenuto alcuni giorni fa in municipio per decidere i nuovi orari di apertura dei musei cittadini, il presidente della Cogecstre Fernando Di Fabrizio, stuzzicato dai presenti sulle condizioni do evidente degrado di alcune zone dell’oasi, ha spiegato che alcune aree, a causa delle forti piogge dei mesi invernali, sono state al centro di gravi smottamenti e necessitano ora di interventi di manutenzione straordinaria.
Lo stato di incuria dell’Oasi fa ancor più scalpore se si dà un’occhiata ai conti del Comune di Penne. Nell’esercizio 2013, infatti, risultano alla voce entrate dell’ente vestino oltre 256mila euro come contributo regionale per la riserva Lago di Penne. (f.bel.)
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