L’omaggio della Cina al prof Sargiacomo della “d’Annunzio”

Il docente del dipartimento di Economia aziendale premiato dalla prestigiosa università Zuel per la sua carriera
PESCARA. Al prof Massimo Sargiacomo, docente del dipartimento di Economia aziendale dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, è stato conferito dalla celebre Zhongnan University of Econonomics and Law (Zuel) di Wuhan (Cina) l’“Honorary Doctor Degree in Management” 2024. La notizia dell’attribuzione è stata comunicata, nei giorni scorsi, dal prof Yang Canming, rettore della Zuan, al prof Liborio Stuppia, rettore della d’Annunzio, e ai vertici del Mur e dell’Anvur per la trascrizione del titolo accademico. La Zuel è una prestigiosa università cinese parte del “Progetto 211”, un’iniziativa finalizzata a elevare gli standard di ricerca delle università per i talenti, ed è impegnata nelle aree di “Economics, management e law”.
L’Honorary Doctor Degree Award viene assegnato al termine di un processo di selezione avviato dal Comitato per i titoli accademici del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, che in passato ha conferito tale titolo onorifico a personalità di spicco di business schools quali Harvard, Cambridge, Oxford, Mit, Yale, o massimi esponenti della cooperazione internazionale, quali l’Onu.
Professor Sargiacomo, com’è successo che la Cina si è accorta di lei?
«I do my best every day Sir”. Le rispondo come ho fatto con un cronista straniero. Sono andato in Cina diverse volte negli ultimi anni come esperto internazionale dell’evoluzione della Ragioneria. Prima a Pechino, poi a Shanghai nel 2017 ho inaugurato il primo museo di Storia della Ragioneria al mondo. Dovevo essere di nuovo in Cina a fine 2019, ma è arrivato il Covid prima di me… (nel passaporto ho ancora il visto per tre mesi, dicembre 2019-febbraio 2020). Poi sono tornato nel 2023 a Wuhan, dove oltre a fare lezione come visiting professor su “Contabilità, mega-progetti e disastri”, ho inaugurato il secondo museo di Storia della Ragioneria, e ho contribuito a organizzare un congresso mondiale che si svolgerà nel 2024».
Se l’aspettava di vincere?
«Un po’ sì e un po’ no. Sapevo di essere sotto monitoraggio del Comitato per i titoli accademici del Governo cinese dal 2023, e sicuramente i premi che ho ricevuto in passato, dall’Australia all’America, sono stati i migliori testimoni di quello che avevo già fatto. Per esempio, ad agosto 2016 prima il Centro, e poi il Sole24Ore hanno dedicato ampio spazio a un premio ricevuto a New York, l’Hourglass Award in Accounting una sorta di ”Oscar dell’Accounting”, così come i vostri titoli lo hanno riportato sui giornali. Se allora mi sembrava un sogno, guardando i nomi delle personalità che mi hanno preceduto per l’Honorary Doctor Degree in Cina, non ci credo ancora che nel “Pantheon” dei premiati ora c’è anche un ragazzo abruzzese, con la maglietta dell’Università d’Annunzio, che ha girato il mondo dando il “massimo” di ”Massimo” tutti i giorni della sua vita».
Quali sono i suoi progetti in corso?
«I miei attuali progetti sono focalizzati sulla valutazione della sanità e su quella dell’Università, due temi che, seppur separati, sono interrelati e centrali per il nostro ateneo.
Per la sanità, sto lavorando insieme a tanti bravi colleghi medici a un progetto vitale che coinvolgerà le aree di Chieti e Pescara e a breve termine – spero – ne vedremo i frutti, sia esaltando le diverse punte di eccellenza sanitaria esistenti, sia migliorando la performance economico-finanziaria. Per la valutazione dell’Università, sono impegnato a livello di ateneo e a livello nazionale, e anche in questo caso si gioca un’altra partita molto difficile, dov’è in ballo, per la prima volta, l’allocazione fino a un massimo del 30% del Fondo di finanziamento ordinario degli atenei.
C’è qualcuno al quale vuole dedicare questo Premio?
«Certamente alla mia università d’Annunzio, dal suo rettore, prof Liborio Stuppia, al corpo accademico, a tutto il personale tecnico-amministrativo-bibliotecario, e ai collaboratori esperti linguistici che tutti i giorni lavorano, come me, e meglio di me, per edificare un “templum cognoscendi” migliore per i nostri studenti, per le loro famiglie, e per tutto il territorio. E’ vero che il premio è conferito a me, ma la vittoria è dedicata tutta a UdA».

