L’opposizione denuncia: poco tempo per discutere la proposta

22 Settembre 2019

PESCARA. Per il capogruppo del Pd in Consiglio Regionale Silvio Paolucci, la decisione della lega di presentare la richiesta di referendum elettorale è un atto di sottomissione del governatore Marco...

PESCARA. Per il capogruppo del Pd in Consiglio Regionale Silvio Paolucci, la decisione della lega di presentare la richiesta di referendum elettorale è un atto di sottomissione del governatore Marco Marsilio «ai diktat romani». «Mentre gli studenti sono a piedi per l’incapacità di gestire i trasporti pubblici, la sanità è ferma perché è interessato più alle poltrone che ai servizi e persino la caccia non è cominciata perché incapaci di mettere nero su bianco regole già stabilite da leggi e regolamenti e l’indomani pure degli strali, proprio sui metodi poco inclusivi della maggioranza, arrivati dagli alleati dell’Udc», scrive Paolucci, «il presidente propone come fuori sacco al Consiglio Regionale di martedì una proposta sollecitata a livello nazionale dal leader leghista Matteo Salvini. Uno schiaffo alla democrazia e al fair play politico, perché la proposta è stata infilata all’ultimo momento fra gli argomenti all’ordine del giorno della prossima seduta della I Commissione Bilancio, fissata lo stesso giorno del Consiglio, con il chiaro intento di volerla imporre a prescindere dalla discussione. La Lega chiede e Marsilio obbedisce».
Per la capogruppo M5S Sara Marcozzi la mossa del centrodestra, è «degna del peggior governo D’Alfonso». «Calpesta i diritti minimi delle opposizioni e le vere priorità dell'Abruzzo», creando «ad arte» un «vergognoso contingentamento dei tempi, incapace però di nascondere la volontà di impedire una corretta discussione di un tema che, per la sua complessità, è impossibile da affrontare in meno di mezz’ora». Per Marcozzi «assistere a una palese violazione degli interessi primari dei cittadini da parte di chi, per tutta la campagna elettorale, ha urlato ai quattro venti “Prima gli abruzzesi”, svela come questo non fosse altro che un vuoto slogan propagandistico, quotidianamente smentito dai fatti».
«Per noi la questione non finisce certamente qui», conclude l’esponente dei 5 Stelle, «lotteremo con tutte le nostre armi per opporci a questa presa di posizione inconcepibile, che costringerà il Consiglio Regionale ad affrontare un quesito referendario peraltro già in odore di bocciatura dalla Corte Costituzionale, come riferito da molti costituzionalisti. L'Abruzzo e i suoi cittadini meritano di meglio».
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