L’opposizione: stadio, alunni penalizzati

Montesilvano, si accende la polemica per lo “sfratto” del trofeo scolastico dall’impianto cittadino
PESCARA. Polemica in città attorno allo stadio. La manifestazione sportiva Trofeo Città di Montesilvano, in programma questo giovedì allo stadio Mastrangelo, è stata annullata perché gli atleti di mister Zeman hanno bisogno dell’impianto montesilvanese per la loro preparazione atletica. A denunciare quanto accaduto, stigmatizzando la decisione della società sportiva e, prima ancora, la scelta di esternalizzare la gestione dello stadio principale della città da parte dell’amministrazione comunale, sono i consiglieri di opposizione del Pd e del M5s. «Già in tempi non sospetti», ricorda la minoranza, «avevamo evidenziato che la scelta di privilegiare, per la gestione di un complesso sportivo quale quello di Via Senna, una società di professionisti avrebbe comportato il serio rischio di penalizzare la fruizione dello spazio sportivo per altre manifestazioni dilettantistiche. E oggi i nostri timori si sono tristemente concretizzati». I consiglieri fanno riferimento proprio alla manifestazione che avrebbe coinvolto quasi duecento studenti delle scuole medie della città. «Tutto ciò è inammissibile», proseguono i consiglieri dem Romina Di Costanzo, Antonio Saccone ed Enzo Fidanza e i pentastellati Gabriele Straccini e Giovanni Bucci, «intanto perché l’evento era stato regolarmente autorizzato a inizio aprile scorso dalla stessa società e in secondo luogo perché trattasi di una manifestazione pubblica che già dal titolo Trofeo Città di Montesilvano ambisce a dare un riconoscimento nell’ambito delle discipline sportive a livello locale, con un’ampia platea di partecipanti con le loro famiglie e che, per l’occasione, vedeva già coinvolti diversi partner tra cui l’amministrazione stessa, che ha patrocinato l’iniziativa, la presidenza regionale del Coni, i giudici di gara federali e la Croce rossa italiana».
A detta dei consiglieri di minoranza, il fatto che l’amministrazione non abbia battuto ciglio «non è un bel messaggio per la città, per i ragazzi, per l’insegnamento della pratica sportiva. Con questa scelta dimostriamo plasticamente che gli interessi pubblici a Montesilvano restano subalterni a quelli privati», proseguono, «lanciando a studenti in età formativa il messaggio che a prevalere debba essere sempre la logica del più forte anziché concepire lo sport come strumento di inclusione». (a.l.)

