L’ultima rata di Imu e Tasi si versa entro domani

Sono 74mila i contribuenti chiamati alla cassa per il saldo delle due imposte Chi non si mette in regola con i pagamenti rischierà sanzioni fino al 30 per cento
PESCARA. Entro domani, 74mila contribuenti pescaresi si dovranno recare in banca o alle Poste per versare il saldo dell’Imu o della Tasi. È l’ultimo appuntamento dell’anno con le tasse locali, poi se ne riparlerà a maggio dell’anno prossimo, quando si dovrà pagare l’imposta sui rifiuti.
In realtà, il termine ultimo per versare la seconda rata di Imu e Tasi è fissato normalmente al 16 dicembre, ma quest’anno c’è stata una proroga di due giorni perché la scadenza cadeva nel fine settimana, con le banche chiuse. Da martedì prossimo, dunque, i contribuenti non in regola rischieranno pesanti sanzioni, fino al 30 per cento dell’importo da versare. Ma ecco una piccola guida delle due imposte sugli immobili.
Partiamo dall’Imu. Questo tributo è dovuto dai proprietari di immobili, oppure dai titolari di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie. Devono pagare anche coloro che non sono residenti nel territorio di Pescara. Sono assoggettabili a questa tassa i fabbricati, le aree fabbricati, i terreni, a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali e utilizzati per l’attività di impresa. L’Imu non si applica più come in passato alle abitazioni principali, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, cioè le case di lusso, ville e castelli, e sulle pertinenze delle stesse accatastate come C/2, C/6 e C/7.
Per quanto riguarda la Tasi, questa non è più dovuta, a partire dal 2015, dai possessori di immobili adibiti ad abitazioni principali. Sono invece soggetti al pagamento del tributo i fabbricati di nuova edificazione e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice, nonché i fabbricati rurali strumentali. Chi non dovesse pagare entro la scadenza, rischierà a partire da martedì prossimo sanzioni fino al 30 per cento. Tuttavia, sarà possibile mettersi in regola entro un anno utilizzando lo strumento del ravvedimento operoso che prevede sanzioni notevolmente ridotte. Ossia, entro due settimane dalla scadenza, lo 0,10 per cento giornaliero; entro un mese, l’1,5; entro 90 giorni, l’1,67; entro un anno, il 3,75.
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