L’ultima scommessa: un Kennedy Center sulle aree di risulta

22 Novembre 2016

Comune, spunta un progetto di restyling da 43 milioni con 4000 posti auto, terminal bus e galleria commerciale

PESCARA. Proviamo a immaginare il luccichio del Kennedy Center, il centro di arti dello spettacolo adiacente al complesso Watergate, sul fiume Potomac, a Washington, nel bel mezzo degli 11 ettari di vuoto urbano delle aree di risulta della vecchia stazione ferroviaria di Pescara.

Uno spazio chiuso «da definire con la città» destinato alle diverse branche della cultura e costruito in variante al Piano regolatore generale con un'altezza massima di 16 piani. Per qualcuno potrebbe sembrare un'utopia. Per qualcun altro, come Ivano Martelli di Sel, consigliere delegato pochi giorni fa dal sindaco allo sviluppo dell'area di risulta, rappresenta invece una scommessa che in un futuro non troppo lontano potrebbe attrarre i finanziamenti dell'Unione Europea o di qualche ricca fondazione disposta a scommettere sul futuro della città.

L'ambizioso progetto di restyling delle aree di risulta da 43 milioni di euro, secondo le intenzioni dell'amministrazione comunale Pd, sarà messo a bando entro 18 mesi. Alcuni aspetti sono già stati definiti come il numero dei parcheggi (2.000 posti auto di cui 500 interrati e 1.500 a silos disposti a Nord e a Sud), i due terminal per gli autobus, la galleria commerciale sul lato nord e gli appartamenti. Manca, invece, l'indicazione delle funzioni e della destinazione del parco ampio 8 ettari, vero polmone verde nel cuore della città. Per raccogliere indicazioni dai cittadini, conoscere cosa ne pensa la comunità e «trasformare suggerimenti e istanze in azioni» sarà effettuato un esperimento di democrazia partecipativa sabato 3 dicembre, dalle 10 alle 13, al museo Colonna.

Con l'aiuto del dipartimento degli Studi giuridici e sociali dell'università d'Annunzio, coordinato dal docente Antonello Canzano, si svolgerà una prima rilevazione sul campo, attraverso un sondaggio deliberativo-partecipativo, cui seguiranno altri incontri con la popolazione. L'obiettivo, come hanno spiegato ieri il sindaco Marco Alessandrini, l'assessore alle Politiche urbane Stefano Civitarese Matteucci e il professor Canzano, è stimolare la partecipazione dei cittadini su un tema delicato che riguarda la trasformazione urbana di un'area strategica della città.

Al tempo stesso il confronto servirà a supportare una decisione pubblica di grande impatto quale il nuovo volto delle aree di risulta dopo una gestazione lunga e difficile che va avanti da circa 35 anni. Il primo concorso di idee, si ricorda, c'è stato nel 1981, prima del disegno della nuova stazione. Alle porte della stagione estiva il sindaco Alessandrini ha ripreso in mano il progetto lanciando un nuovo sito internet che, tuttavia, è fermo dagli inizi di giugno.

«Il parco di 8 ettari», sottolinea il consigliere Ivano Martelli, «occupa la parte più ampia del progetto e vogliamo che sia disegnato assieme alla comunità poiché dovrà essere vissuto da tutti, grandi e piccoli, per 365 giorni l'anno. Oltre a essere una misura di contrasto all'inquinamento avrà anche funzioni sociali e ricreative. Tra le ipotesi al vaglio ci sono piste ciclabili, un orto botanico e uno spazio all'aperto in cui fare musica e spettacoli».

Tramontate, invece, formalmente per assenza di risorse, due soluzioni caldeggiate negli anni passati: il teatro e la torre direzionale di 20 piani. «Tuttavia», rivela Martelli, «nella variante urbanistica al Prg è stato inserito un insediamento chiuso all'interno del parco. L'idea è di trasformarlo in un edificio per spettacoli, manifestazioni culturali e artistiche sulla scorta del Kennedy center di Washington».

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