L’ultimo dono di Spanò: una borsa di studio per giovani neolaureate

6 Dicembre 2019

La scienziata è scomparsa improvvisamente tre mesi fa a 47 anni L’iniziativa voluta dal marito per avviare donne alla carriera scientifica 

PESCARA. «Fare in modo che l’esperienza, la passione e l’amore per la ricerca di Stefania non scomparissero con lei. Un’idea nata per cercare una speranza in quei giorni particolarmente difficili». È con queste parole che Massimiliano Baldassarre motiva il progetto della Stefania Spanò Career Spring Board Scholarship, la borsa di studio intitolata a sua moglie, scienziata e pescarese di adozione, morta all’improvviso in Scozia, lo scorso 3 settembre.
La ricercatrice, 47 anni, da sei anni viveva insieme a suo marito e alla loro bimba di 10 anni, in Scozia. Professore ordinario di Microbiologia, co-direttore del programma di Microbiologia e igiene, era stata fondatrice del Centro multidisciplinare per i batteri nella salute e malattia dell’Università di Aberdeen. Da quella tragedia, così improvvisa e inspiegabile, Massimiliano ha provato a uscirne istituendo una borsa di studio per la quale, grazie alla Fondazione abruzzese per le scienze della vita, ha avviato una raccolta fondi. In poco più di due mesi, 200 persone di tutto il mondo, di almeno 10 Paesi diversi, hanno contribuito, arrivando a donare circa sedicimila euro. «Ad anno nuovo pubblicheremo il bando ufficiale», spiega Massimiliano Baldassarre, «ho voluto che questo progetto fosse destinato a giovani donne ricercatrici per due motivi principali. Stefania aveva raggiunto un livello di carriera importante. Pur non avendo vissuto discriminazioni sulla sua pelle, era consapevole che nella ricerca esiste una disparità di genere che va colmata e aveva a cuore lo sviluppo delle pari opportunità. L’altro aspetto è quello di dimostrare, attraverso l’esempio di Stefania, scienziata affermata e al tempo stesso bravissima madre e moglie, che non è vero che bisogna scegliere tra carriera di successo e famiglia».
C’è anche un altro requisito necessario su cui si fonderà il bando: la territorialità. La borsa di studio verrà assegnata a una donna che ha un forte legame con l’Abruzzo e il Molise. Stefania era infatti nata a Campobasso, ma la sua famiglia si era trasferita ben presto a Pescara; si era diplomata al liceo classico D’Annunzio, per poi laurearsi in Biologia.
È durante il dottorato al Mario Negri sud di Santa Maria Imbaro che conosce Massimiliano, anche lui ricercatore. «Siamo stati fortunati ad avere nel nostro territorio un posto come il Mario Negri Sud, dove abbiamo potuto cominciare la ricerca internazionale. Negli anni ’90 era un’isola felice che guardava all’eccellenza».
La candidata che otterrà la borsa dovrà essere neolaureata in materie scientifiche e presentare un progetto, individuando un laboratorio di ricerca all’estero dove realizzarlo. Oltre alla borsa di studio, trampolino di lancio per la carriera scientifica, sono diverse le iniziative promosse per ricordare Stefania Spanò. Questa sera, il birrificio Pesce palla di Cepagatti presenterà una birra a lei dedicata. Gran parte del ricavato verrà devoluto alla borsa di studio.
«L’obiettivo», dice ancora Baldassarre, «è non fermarci solo alla prima edizione di questa, ma continuare nella raccolta fondi, così da finanziare ogni anno il percorso di crescita professionale di una giovane donna ricercatrice». Il programma è stato inserito nel contest #Givingtuesday, che premia con un sostegno economico i progetti solidali. Fino al 6 gennaio sarà possibile votare, sulla piattaforma on line dedicata, la borsa di studio Stefania Spanò. Il concorso prevede un premio di 5.000 euro al primo classificato e di 2.500 al secondo.
Il progetto e le linee guida del bando verranno presentate nei dettagli giovedì 12 dicembre, a Lanciano nella sala Benito Lanci, ex Casa di conversazione, dalle 17,30. All’incontro parteciperanno Massimiliano Baldassarre in video conferenza, Emanuela Guerra, ricercatrice del Cesi e amica di Stefania, e Andreina Poggi della Fondazione abruzzese per le scienze della vita.
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