La battaglia tra battelli nel fiume quando la sfida era solo pescarese

La manifestazione di oggi ha origine ai primordi di Pescara: la marina nord contro la marina sud Sfottò dalla partenza all’arrivo e poi botte tra i due equipaggi. Ma a sera si festeggiava tutti insieme
PESCARA. Sono passati quasi 40 anni da quando gli ultimi gozzi delle due marinerie pescaresi si sono battuti tra la foce del fiume e il Ponte Risorgimento e 20 anni da quando la storica competizione è stata riproposta, riveduta e ampliata per così dire, nella nuova veste della Regata dei Gonfaloni.
Una manifestazione varata nel 1995 ma erede di quella “gara di battelli” tra marina nord e marina sud, cominciata in un anno imprecisato, da quando esiste Pescara, dicono al porto, da quando esiste quella rivalità tra i due moli pescherecci della stessa città. La marineria nord era più emancipata, più armatoriale, racconta Giovanni Verzulli, storico organizzatore della Regata, perché poteva contare su alcuni personaggi venuti da Civitanova che avevano un peso nell’ambiente. Avevano portato qualche novità nella pesca, avevano barche più competitive e di conseguenza più potere rispetto a quella marineria della sponda sud del Pescara che all’epoca era invece più “marittima”.
Differenze a parte, le due marinerie, divise e accomunate da un sano antagonismo, si sfidavano in occasione delle feste di San Cetteo e Sant’Andrea, in una gara di velocità con partenza alla foce e traguardo al “ponte del Comune” su pesanti barche a remi, un percorso caratterizzato dagli sfottò dei due equipaggi che, vogata dopo vogata, non la smettevano di prendersi in giro fino all’arrivo. A volte finiva anche a botte, ricorda Verzulli, ma poi la sera rematori e contendenti si ritrovavano tutti insieme e ogni fuoco si spegneva nel divertimento.
«Come tutte le belle cose», dice Verzulli, «anche questa tradizione è finita, si è perso lo spirito, negli anni sono subentrati tanti problemi, troppe difficoltà quotidiane rispetto a una volta, anche troppe distrazioni per i giovani. Allora, si aveva poco e la competizione sul battello si aspettava come una festa, uno svago e una soddisfazione a prescindere dall’esito della gara, ci si accontentava di molto meno insomma». Così la storia della Regata dei Gonfaloni – stesso percorso della vecchia gara reso più difficile da boe e virate – la si deve proprio a chi, avendo vissuto quei bei tempi, non si è voluto arrendere al tramonto delle tradizioni.
Ancor di più, racconta Verzulli, in questi ultimi anni di abbandono della marineria da parte delle vecchie forze senza un ricambio generazionale perché, spiega, non ha più senso lavorare sulle barche, senza un giusto compenso, guadagnando secondo la quota di un pescato sempre meno abbondante e meno valido commercialmente, anche per via della concorrenza di mercati esteri con i quali non si può competere se la qualità non riesce a fare più la differenza.
La Regata dei Gonfaloni, però, è innanzitutto una festa per la marineria pescarese e per una volta all’anno lascia dimenticare i tanti problemi del settore, dalla questione dragaggio fino allo spopolamento delle imbarcazioni. Una manifestazione nata anche per promuovere lo spirito di aggregazione tra la marineria abruzzese e quelle limitrofe, vinta la prima volta da San Benedetto, poi da Pescara con 6 anni di trionfi affilati, e via con le vittorie di Livorno, ancora Pescara, Molfetta, Vasto, di nuovo Pescara nel 2006 e 2007, Civitavecchia, Bari, fino alle ultime quattro edizioni appannaggio di Martinsicuro. Un equipaggio quest’ultimo favorito nella attuale edizione insieme a Taranto e Bari, con l’esordiente Grottammare, l’outsider Molfetta e gli altri concorrenti maschili provenienti da Vasto, Termoli – con ben due equipaggi – e poi San Benedetto, Gaeta, Brindisi, Ortona e naturalmente Pescara, senza considerare gli equipaggi femminili e under 18 che gareggeranno a parte. Con la Regata dei Gonfaloni anche la rivalità tra le due marinerie pescaresi è stata messa da parte. Negli anni, sulla barca di casa si sono alternati vogatori di marina nord e sud, ma la vera novità per Pescara nel 2014 è il timone affidato per la prima volta ad una donna. Sara Pozzi, 34 anni, ufficiale di navigazione sui mercantili formatasi agli istituti nautici di Pescara e Ortona, vive questa prima esperienza, da quanto racconta, come un ritorno alle radici. «Alcuni genitori degli attuali membri dell’equipaggio hanno vogato negli anni passati e per noi portare avanti questa tradizione significa in qualche modo recuperare il senso di una comunità, valorizzandola». Come tutti gli altri timonieri anche Sara dà il via oggi alla Regata dei Gonfaloni, intorno alle 10, dopo la messa delle ore 9. Due fasi distinte per prendere il tempo, risultati al cronometro per stabilire l’ordine, dal primo al sesto, che designa le pariglie di equipaggi a sfidarsi nelle finali. Tra primo e secondo, i due migliori tempi, si gioca la finalissima per festeggiare il vincitore.
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