La biblioteca costa troppo «Trasferiamola al museo»

La Regione punta a tagliare le spese d’affitto dell’Agenzia di promozione culturale Ipotizzata la delocalizzazione al Vittoria Colonna. Ma serve un’intesa con il Comune
PESCARA. L’Agenzia di promozione culturale “Di Giampaolo” di Pescara, con annessa biblioteca, sulla Tiburtina, non chiuderà ma il «peso» dell’affitto va tagliato. Perché 130mila euro l’anno sono troppi, per le casse della Regione. Quindi va individuata un’altra sede, magari nel museo Vittoria Colonna di Pescara, sul lungomare, ma per questo passaggio serve un accordo con il Comune.
È l’estrema sintesi dell’incontro che si è svolto ieri mattina negli spazi della biblioteca “Falcone e Borsellino”, dove si sono ritrovati i rappresentanti di tutte le associazioni e realtà che hanno a cuore il futuro delle biblioteche e delle Apc, insieme a chi lavora, ha lavorato o frequenta questi luoghi di cultura, desiderosi di confrontarsi con Regione e Comune.
Risposte concrete sono state sollecitate al consigliere regionale delegato alla Cultura, Luciano Monticelli, e al dirigente delle Agenzie di promozione culturali abruzzesi, Francesco Tentarelli, dopo le voci circolate sulla possibile chiusura degli spazi sulla Tiburtina per procedere a un accorpamento con la biblioteca “d’Annunzio” di piazza Italia. Monticelli ha riconosciuto che la “Di Giampaolo” «ha un valore sociale», trovandosi in una zona difficile della città, ma ha sottolineato che lì come altrove «il carico dei fitti è troppo alto ed è innaturale, illogico e vergognoso pagare undicimila euro al mese di affitto per poi assegnare appena 3.600 euro l’anno per il finanziamento delle attività. Io ho il dovere di invertire questi dati e di abbattere i costi inutili. Mi occupo della questione da appena due mesi e, dopo aver posto il problema cercherò una soluzione, magari individuando un altro locale. C’è poi il problema del personale, che è stato ridotto nei mesi scorsi con i prepensionamenti». Un’ipotesi per una sede alternativa è stata proposta da Tentarelli, e riguarda «il museo Vittoria Colonna, a cui aggiungere anche un deposito». L’imperativo, ha chiarito, «è trovare una soluzione di economicità, se il comune di Pescara ci appoggia».
Il problema dell’esiguità di risorse per il settore non è nuovo, anzi, «i servizi non sono mai stati sostenuti», ha fatto notare l’ex responsabile della “Di Giampaolo”, Oriano Notarandrea, «e la Regione non sostiene la cultura». Davide Pace ha suggerito di «ragionare meglio sull’uso del patrimonio pubblico», per capire quali sono i locali effettivamente disponibili. «Ogni Comune dovrebbe fare un inventario del proprio patrimonio e poi, attraverso un bando, assegnare gli spazi alle associazioni, come si stava facendo a Pescara anni fa, ma poi è stato bloccato tutto. Ora va aperto un confronto con Comune e Demanio». «Le strade sono due», per Daniela Santroni, consigliere comunale di Sinistra italiana. «Se le Agenzie, che sono un unicum della nostra regione, devono vivere di stenti, bisogna chiuderle. Oppure facciamole diventare dei luoghi aggregati di cultura» e per l’Apc di Pescara una chance c’è, ed è legata «ai centomila euro che le sono stati assegnati nell’ambito del bando per riqualificare le periferie».
«Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso dovrebbe convocare il sindaco di Pescara e parlarne direttamente con lui», ha suggerito Mimmo Valente, di Italia Nostra, fissando un tempo di attesa. Se non arriveranno risposte utili in15 giorni si tornerà alla carica, potendo contare anche sui genitori dei giovani frequentatori delle attività della Apc, che hanno avviato una raccolta di firme.
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