La Caritas piange suor Olga Una vita spesa per gli altri
È scomparsa a 106 anni la fondatrice della mensa dei poveri di via Bardet Oggi alle 15,30 i funerali nella chiesa del Cuore Immacolato con Valentinetti
PESCARA. Una vita lunga e intensa, vissuta con lo sguardo sugli altri e le braccia tese ad aiutare. Si è spenta a 106 anni suor Olga Pignatelli, la religiosa comboniana nata il 27 marzo 1911.
Di origini aquilane, da anni viveva a Pescara, ed è qui che ha fondato la mensa della Caritas, allora in via Bardet. Se n’è andata tra l’affetto delle sue consorelle, questa piccola grande donna che di amore ne ha donato tanto nel corso di un’esistenza tanto intensa.
L’insegnamento. Nata in una famiglia benestante, da padre ingegnere, la giovane Olga si laurea in Lettere per poi partire alla volta di Londra per studiare l’inglese. Ben presto arriva la decisione di dedicarsi all’insegnamento e la vocazione di farlo in territori difficili, per correre in aiuto dei più bisognosi. Nel 1952 la prima missione in Africa, in Uganda, dove fonda la prima scuola secondaria del Paese diventando anche ambasciatrice Unicef. Poi Kenya, Etiopia, Eritrea.
La missione. Cinquant’anni di missione, cinquant’anni indimenticabili. La raccontava spesso la sua Africa, suor Olga, e quando taceva gliela leggevi negli occhi. Era stato così sei anni fa, in occasione della festa per i suoi cento anni. Con la voce forte e piena aveva rotto i toni sommessi della messa officiata in suo onore, e in un attimo il calore dell’Africa era entrato prepotente nella cappella del convento di via Bardet.
«Ti ringrazio Dio per tutto il tempo che mi hai dato, per le persone che ho incontrato e per i posti in cui sono stata, mi sono sempre sentita a casa», aveva detto, «e ti prego per la pace nel Nord Africa, ma anche per la pace sociale nella nostra nazione, e per quella profonda dentro ognuno di noi».
L’ambasciatrice. Sono stati anni di incredibile entusiasmo, anni indimenticabili non solo per lei ma per chi l’ha conosciuta e grazie al suo aiuto ha avuto un’occasione. Come quella sua scolara che apparteneva al gruppo che lei amava definire “le stelle” per l’inclinazione allo studio, che è diventata ambasciatrice dell’Uganda all’Unesco.
Re e capi di Stato. Storie di vita che si intrecciano con lavagne e banchi, quaderni e matite, sorrisi e carezze. Ma anche tante difficoltà. Suor Olga è scampata a guerre e uccisioni, ha tenuto rapporti con re e capi di Stato, provando a convincerli a creare scuole e università. Ha vinto e perso, suor Olga, ma non si è mai arresa. Oltre un secolo di vita con la mente lucida e costantemente rivolta alle missioni nei luoghi più difficili della terra come a casa propria, la città di Pescara, sempre alla «ricerca di cuori».
Così, ormai anziana ma mai stanca, è tornata in Abruzzo dove ha fondato, insieme a don Nicola Ielo, la mensa della Caritas pescarese, che ogni giorno ospita centinaia di persone. E’ una forza, quella di suor Olga, difficile da raccontare. Una tenacia e una passione che hanno contagiato centinaia di persone e cambiato destini che sembravano segnati. La città di Pescara questo lo sa, e dopo averle attribuito il Ciattè d’oro per «lo straordinario impegno religioso e sociale», oggi alle 15,30 le tributerà l’ultimo saluto nella chiesa del Cuore Immacolato, con una cerimonia celebrata dall’arcivescovo Tommaso Valentinetti.
Noi la salutiamo dalle pagine del Centro con l’immagine sorridente scattata in occasione dei suoi cento anni. I festoni, la torta alle meringhe, gli auguri. Glieli cantano più volte. Tutte le suore intorno a lei, bianche e nere. Lei guarda suor Nicole che viene dal Congo e la incita: “Fai il fischio, forza”. La giovane con abilità intona questo urlo festoso che è nella tradizione del suo Paese e suor Olga allarga le braccia e grida: «Siamo in Africa!». Sembra di vederla, giovane missionaria, con intorno decine di bimbi africani.
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