La casa di Parete diventa un museo dell’Olocausto

27 Gennaio 2020

L’annuncio degli amministratori di Abbateggio al Liceo:  custodirà video e testimonianze dell’ex deportato a Dachau 

PESCARA. La casa natale di Ermando Parete ad Abbateggio diventerà un museo della Shoah. Il «primo presidio della memoria abruzzese che custodirà anche scritti, video e testimonianze» del sottufficiale della Guardia di finanza sopravvissuto a Dachau e morto a San Valentino il 25 gennaio 2016, sarà aperto in via Fila Seta. L’annuncio arriva dal sindaco Gabriele Di Pierdomenico, dal vice Fausto Antonio Di Sinno e dall’ex primo cittadino di Abbateggio Antonio Di Marco che ieri mattina hanno partecipato alla giornata della memoria organizzata al liceo classico D’Annunzio dalla preside Donatella D’Amico. Presente Donato Parete, presidente dell’omonimo Premio e figlio dell’ex internato nel campo di concentramento e sterminio nazista che ha raccontato agli studenti il tragico e spaventoso vissuto di suo padre che amava incontrare le giovani generazioni; per la Guardia di Finanza, il colonnello Vincenzo Grisorio che ha portato i saluti di Marco Angeloni. L’attrice Franca Minnucci ha letto la poesia del pettirosso («che sembrava salutarmi mentre esausto mi trascinarmi alla conta e che mi ricordava che c’era la libertà al di là del filo spinato») scritta da Parete in un momento sereno. In un video, Ermando Parete ha conquistato gli studenti raccolti nell’aula magna che oggi ospiterà la maratona della Shoah, un susseguirsi di letture e musica per conoscere meglio l’Olocausto. «Sembrava surreale quel racconto, mi sono sentita impotente», rivela Gaia S. studentesssa della 3˚E, «ora siamo consapevoli che non bisogna abbassare la guardia». Anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca tra “qui abita un ebreo” a Liliana Segre, oggi cittadina pescarese, sotto scorta. Il museo della Shoah in quella sede rinsalderà i legami con la terra che Parete tanto amava e dove tutto è iniziato. Di Marco: «Ad Abbateggio, Parete si è raccontato per la prima volta nel 2005, dopo decenni di silenzio». L’incontro si è concluso con le noti struggenti della chitarra di Francesco Colabufalo.