La cena di gala firmata da Tinari

Sarà lo chef di Villa Maiella a preparare i piatti nella sala del consiglio comunale
PESCARA. Sarà la famiglia stellata Tinari di Villa Maiella a cucinare alla cena di gala del G7 di Pescara. Il ristorante di Guardiagrele è stato scelto per rappresentare i sapori del territorio di fronte ai grandi della terra. L’evento, elegantissimo, sarà aperto a un centinaio di persone: oltre ai ministri degli Esteri dei Paesi partecipanti al G7 (Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti d’America) ci saranno anche rappresentanti dell’Unione europea, le delegazioni di trenta Paesi in via di sviluppo e ovviamente le istituzioni regionali e comunali. A meno di una settimana dall’evento, che si terrà mercoledì prossimo, alle 20, non ci sono conferme ufficiali sull’affidamento, curato da Pomilio Blumm, l’agenzia pescarese che è stata incaricata di allestire e gestire le riunioni ministeriali del G7 in nove tappe, lungo tutta la penisola. Tuttavia, fonti ben informate lo danno certo al 99%, in più nelle ultime settimane la famiglia Tinari è stata avvistata più volte in Comune intenta in sopralluogo per organizzare al meglio un incarico delicato, sia per il pubblico a cui la cena è indirizzata che per la logistica.
Nata come trattoria di paese, negli anni Sessanta, per volere di Arcangelo Tinari insieme a sua moglie Ginetta, il ristorante gode di una stella Michelin dal 2010. Oggi l’insegna è diventata una delle mete gastronomiche di riferimento della regione e viene portata avanti dalla terza generazione della famiglia. In cucina c’è Arcangelo (come il nonno), classe 1985, insieme alla mamma Angela Di Crescenzo e in sala Pascal, maître e sommelier, con il papà Peppino. Arcangelo da giorni è alle prese con l’elaborazione dei piatti da proporre in questa vetrina internazionale di prestigio. Il menù, ancora riservatissimo, sarà in perfetto stile Villa Maiella, dove i sapori della tradizione vengono presentati in chiave moderna ed elegante, raccontando un legame con il territorio che è sempre stato fondamentale. Pascal, classe 1989, miglior sommelier d’Italia nel 2020, nel frattempo ha l’importante compito di proporre gli abbinamenti più giusti sia per esaltare i piatti proposti, ma anche per raccontare su un palcoscenico mondiale il patrimonio vitivinicolo della regione, partendo dai vitigni autoctoni. La sfida sarà particolarmente complessa dal momento che la cena verrà allestita nella sala consiliare del Comune. Servirà una cucina mobile, che verrà collocata nel terrazzino della sala adiacente.

