La centrale a biomasse è in regola Comitato del No bocciato al Tar

Cepagatti, depositata dopo quattro anni la sentenza di merito sulle istanze presentate da Comune e “Centro assemblea cittadina” che si erano battuti per contrastare l’impianto della Synergas
CEPAGATTI. Arriva quattro anni dopo i ricorsi presentati dal Comune di Cepagatti e dal comitato “Centro assemblea cittadina” la sentenza del Tar dell’Aquila sulla centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica, attivata nel 2012, della società Synergas, in via della Bonifica, a Vallemare. Il tribunale amministrativo ha bocciato la richiesta dei ricorrenti di annullare l’autorizzazione unica ambientale rilasciata dalla Regione per la realizzazione dell’impianto.
Esaminate le perizie presentate, compreso lo studio commissionato al dipartimento di ingegneria civile, edile-architettura e ambientale dell’università, il Tar ha stabilito che la centrale Synergas è stata installata e funziona nel rispetto della normativa vigente. È inoltre in possesso di tutte le autorizzazioni e dei pareri Arta, Asl e di tutti gli altri enti, non inquina, non rappresenta un pericolo per gli agglomerati urbani più vicini, Vallemare e Villareia, e non ricade su un’area interessata da rischio idraulico in caso di straripamento del fiume Pescara e del torrente Nora. Nel sito non vi è, secondo quanto hanno verificato i periti, alcun rischio frana o smottamenti, trattandosi di un’area pianeggiante. Il pronunciamento dei giudici mette la parola fine a una vicenda cominciata quando, con determinazione pubblicata sul Bura del 6 giugno 2012, la Regione diede il via libera al progetto Synergas per realizzare, in via della Bonifica, una centrale a biomasse da 940 Kw, alimentata a oli vegetali, per la produzione di energia elettrica. Contro l’impianto si mobilitarono associazioni ambientaliste, partiti politici, Comune di Cepagatti e il comitato “Centro assemblea cittadina”, che scesero in campo con una serie di iniziative, assemblee e manifestazioni con l’obiettivo di contrastare e bloccare l’attivazione della centrale. L’impianto Synergas era ritenuto rischioso per la salute dell’ambiente circostante, dell’aria e delle falde acquifere, e per l’incolumità degli abitanti dei quartieri Vallemare, Villareia e contrada Cantò. I No alla Synergas arrivarono anche da Santa Teresa, per il timore che l’eventuale inquinamento atmosferico potesse diffondersi e raggiungere la popolosa frazione di Spoltore. Nel giro di poche settimane, furono predisposti e presentati i ricorsi al Tar, che in prima battuta rigettò la richiesta di sospensiva. Tra le motivazioni addotte dai ricorrenti, i superamenti dei livelli consentiti di Pm10, ben 140 nel corso del 2011, della centralina di rilevamento smog più vicina alla zona dell’insediamento Synergas, quella in funzione a Santa Teresa. A meno di appelli al Consiglio di Stato, la vicenda si chiude con la sentenza pubblicata lunedì dal Tar che ha riunito tutti i ricorsi e li ha rigettati.
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