La Cgil: decida la politica ma gli stipendi vanno pagati

9 Febbraio 2015

PESCARA. «Non è stata inoltrata richiesta alcuna da parte di questo sindacato di procedere alla liquidazione della società Maiella e Morrone». Comincia così la nota della segreteria provinciale Fp...

PESCARA. «Non è stata inoltrata richiesta alcuna da parte di questo sindacato di procedere alla liquidazione della società Maiella e Morrone». Comincia così la nota della segreteria provinciale Fp Cgil a firma di Stefano Di Domizio che precisa: «L’unica comunicazione recente diffusa dalla Cgil su questa materia è proprio il comunicato stampa ripreso dal quotidiano Il Centro con due diverse stesure nelle edizioni di venerdì 7 e sabato 8 febbraio. Nella prima si attribuisce alla Cgil una richiesta alla Regione di risanamento della società , nella seconda viene riportato più fedelmente il comunicato, in cui è scritto chiaramente che i lavoratori vogliono che gli stipendi vengano pagati e che sia la Regione a decidere se perseguire la strada della liquidazione della società o quella del suo salvataggio. Si tratta di una comunicazione quasi “obbligatoria”, visti i precedenti scongiuri a mezzo stampa di comportamenti omertosi del sindacato da parte dei sindaci di Tocco e Scafa».

«È vero che nell’assemblea dei dipendenti si è affrontata una discussione sui pro e sui contro dei due percorsi possibili (liquidazione da un lato, risanamento dall’altro), ma lo scopo dell'assemblea», va avanti il sindacalista, «è di informare ed eventualmente decidere insieme ai lavoratori in maniera consapevole. Peraltro, la discussione con i lavoratori era inevitabile, perché qualora la scelta del percorso da parte della Regione o del Commissario fosse stata quella della liquidazione (come sembrava probabile dopo l’incontro in Regione del 19 gennaio), si sarebbero dovute porre in essere le condizioni necessarie proprio per impedire la precarizzazione dei dipendenti. Poiché, all’esito di una discussione lunga e animosa, da parte dei dipendenti è emersa la volontà di non prendere posizione nella scelta tra liquidazione e risanamento, ma di chiedere il pagamento degli stipendi arretrati e di proclamare uno sciopero, la Cgil a questo si è attenuta: non è stata avanzata alcuna richiesta di liquidazione o di risanamento, ma è stato proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti, ed inviata una comunicazione in Prefettura per il mancato pagamento degli stipendi e per lo svolgimento delle procedure di raffreddamento, obbligatorie prima di dichiarare lo sciopero. La decisione resta nelle mani della politica e degli Enti, che devono procedere in maniera trasparente efficace e responsabile, ma anche rapida, visto che ogni giorno che passa si allunga il conteggio del tempo senza stipendio».

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