«La Cisterna dell’Orta non è una piscina»

5 Luglio 2017

Crisante (ex presidente Wwf) sollecita una maggiore tutela ma i 68 multati chiedono più segnalazioni

BOLOGNANO . Il caso dei 68 multati dai carabinieri forestali per essersi bagnati nella acque del fiume Orta continua a tenere desta l'attenzione di chi opera per la salvaguardia dell’ambiente, ma anche di chi ritiene di essere stato multato inconsapevolmente e senza spiegazioni.
In diversi punti del corso d'acqua è stata consuetudine ultradecennale fare il bagno, come alla Cisterna di Bolognano, o semplicemente bagnarsi i piedi o guadare il fiume nei luoghi dove la corrente lo consente. Per Camilla Crisante, già presidente del Wwf Abruzzo «il recente intervento sanzionatorio dei forestali del Parco nazionale della Majella e le relative reazioni di chi non vuole rinunciare a tuffarsi nella pozza sottostante la cascata, nota con il nome di Cisterna di Bolognano, ripropone ancora, dopo tanti anni, un vecchio problema: come arginare un flusso considerevole di persone che, di fatto, è causa di manomissione al delicato equilibrio fluviale. Non più poche persone del posto che la frequentano, come accadeva tanti anni fa, ma tanti bagnanti alla ricerca di una meta insolita, come invece avviene negli ultimi anni».
Che il biotipo ambientale del fiume Orta sia «un luogo di straordinaria bellezza e di grande interesse naturalistico, archeologico e geologico e la sua perla più preziosa e spettacolare è senza ombra di dubbio la cascata» come afferma la Crisante, nessuno può metterlo in dubbio. È proprio per questo che i visitatori aumentano, di anno in anno, e nessuna frequenta quel luogo per prvocare disturbo al delicato equilibrio naturale. Neanche chi, poco tempo fa, ha addirittura perso la vita per stazionare sulle sponde del fiume. È giusto che gli escursionisti debbano seguire solo ed esclusivamente il percorso indicato, ma» affermano i fruitori di quegli ambienti «altrettanto vero che dove può esserci pericolo per la vita umana e l'ambiente è necessario prevedere protezioni e segnalazioni che impediscano di invadere spazi non percorribili, invocando il principio che consigliare la prudenza non è mai inutile, considerando che non tutti i visitatori hanno consapevolezza e conoscenze sufficienti per affrontare itinerari naturalistici. Insomma, il visitatore non solo andrebbe indirizzato e educato ma anche protetto. Su quest’aspetto, le decisioni arriveranno dalle sedi preposte, dopo i numerosi ricorsi che i contravvenzionati stanno approntando. Che la Cisterna di Bolognano non diventi una piscina comunale, come afferma la Crisante, sono tutti d'accodo. A cominciare dai responsabili del Parco e dei forestali che hanno il compito di vigilare.
Walter Teti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.