La città e il ricordo dell’agosto ’43 «Quelle bombe ci hanno segnato»

1 Settembre 2021

Commemorazione in Comune con le autorità locali, presenti anche le associazioni combattentistiche Deposta una corona di fiori in omaggio alle vittime. Masci: «Pescara dalla distruzione riuscì a risorgere»

PESCARA. «Pescara non dimentica» le migliaia di lutti e le sofferenze che la popolazione subì nell'estate del 1943. E ieri, nel 78esimo anniversario del primo bombardamento sulla città, a 20 anni dal conferimento della medaglia d’oro al valor civile al gonfalone municipale, l'amministrazione comunale ha reso omaggio alle vittime, ai feriti, ai mutilati con una cerimonia che si è tenuta nel pomeriggio in largo Chiola.
Presenti il prefetto Giancarlo di Vincenzo, il presidente del tribunale Angelo Bozza, il questore vicario Alessandra Bucci, i rappresentanti delle forze dell'ordine, dei vigili del fuoco, le associazioni combattentistiche e d'arma e quella degli ex consiglieri comunali.
In realtà, la commemorazione era stata già aperta la mattina. Alle 13,20, nel momento esatto in cui in quel tragico agosto del 1943 una flotta di 44 B-24 Liberator attaccò la città, dagli altoparlanti di Radiomare è stato diffuso un audio riproducente suoni originali del bombardamento, seguito da un testo esplicativo a cura degli attori Giulia Basel e Alessio Tessitore. Momento cruciale della cerimonia del pomeriggio, la deposizione di una corona di fiori ai piedi della lapide che ricorda vittime e distruzioni.
«Questa città», ha evidenziato il sindaco Carlo Masci nel suo intervento, «ha sofferto in maniera diversa da tutte le altre città italiane sottoposte ai bombardamenti alleati durante la Seconda guerra mondiale, come sottolineò amaramente Ennio Flaiano. Pescara era totalmente indifesa: nessuna arma antiarea, nessun aereo da caccia, nessun rifugio». Masci ha quindi spiegato che il Comune ha intrapreso da tempo «un percorso nella memoria storica come patrimonio di tutti», ricordando che ha aderito subito alla rete delle città bombardate nel secondo conflitto mondiale. «In quel quadro di desolazione e di distruzione», ha fatto presente, «una generazione di pescaresi seppe trovare le energie per la rinascita e la crescita. Ne stiamo dando dimostrazione anche ai giorni nostri, funestati da un nemico subdolo come il Covid». Ma non solo. «I pescaresi continuano a distinguersi come durante l'incendio nella Pineta, che nei più anziani ha ricordato proprio le fiamme divampate nel 1943. Ma mentre allora i B-24 scaricarono bombe, stavolta Canadair ed elicotteri hanno portato dal cielo la salvezza. Pescara è sempre risorta dalle sue ceneri».
Il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, da parte sua, ha tenuto a ricordare che 20 anni fa, dopo il voto unanime del consiglio comunale sulla mozione presentata da Armando Foschi, il presidente della Repubblica Ciampi ha conferito al gonfalone della città la medaglia d’oro al merito civile. «Una medaglia», ha sottolineato, «simbolo di un sacrificio che unisce concordemente partiti, schieramenti, idee, opinioni. Ci accomuna a una sofferenza generazionale che ci ha profondamente segnati». Quindi, la lettura da parte degli attori Basel e Tessitore di pagine originali del volume «L’Italia sotto le bombe– Guerra aerea e vita civile 1940-1945», di Marco Patricelli.
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