«La città muore senza i fondi per il sisma»

27 Febbraio 2017

PENNE. «Se la città di Penne non dovesse entrare nel cratere sismico, significherebbe decretarne la morte clinica». Il grido di allarme è del sindaco di Penne Mario Semproni, che torna a chiedere al...

PENNE. «Se la città di Penne non dovesse entrare nel cratere sismico, significherebbe decretarne la morte clinica». Il grido di allarme è del sindaco di Penne Mario Semproni, che torna a chiedere al governo e alla Regione l’inserimento del Comune vestino nella nuova perimetrazione del cratere sismico. «La correlazione tra maltempo e sisma del 18 gennaio scorso», afferma, «è stata devastante per Penne, ha provocato danni e crolli ovunque nel centro storico e 30 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni, abbiamo stalle e capannoni commerciali inagibili, strade franate, smottamenti pericolosi che stanno interessando diverse aree del territorio comunale come Collalto e Mallo, ma soprattutto abbiamo due immobili scolastici sgomberati. Lo ripeto: siamo in ginocchio». Semproni aggiunge che «il tessuto produttivo vestino si è sgretolato a causa del combinato disposto crisi economica e maltempo, a cui dobbiamo aggiungere la riorganizzazione aziendale della Brioni roman style che ci tiene tutti col fiato sospeso».Il Comune rischia anche il dissesto finanziario «a causa degli interventi di somma urgenza attivati per i danni legati a maltempo e per i soccorsi nella tragedia di Rigopiano».