La comunità Usa in Abruzzo è (quasi) tutta per la Clinton

6 Novembre 2016

Gli americani che vivono in Abruzzo si schierano nella sfida Clinton-Trump. Bruna Camargo: "Ho già votato per e-mail, la Clinton mi è sempre piaciuta". Elisa DiRito: "Sto con Hillary, Donald è una barzelletta, ma non voterei per nessuno"

PESCARA. Se l’Abruzzo fosse il 51° stato degli Usa voterebbe a larghissima maggioranza per eleggere come inquilina della Casa Bianca la democratica Hillary Rodham Clinton e non il repubblicano Donald Trump. Almeno a sentire gli americani che vivono nella nostra regione e che il Centro ha interpellato chiedendo di esprimere un voto. Coloro che hanno già votato, o che stanno per farlo per e-mail, fax, o consegnando il “ballot”, la scheda elettorale, a uno dei consoli americani in Italia.

Certo, il sondaggio non ha nessuna valenza statistica, ma per gli americani di casa nostra le disavventure dell’ex segretario di Stato di Obama, non hanno peso. «L’asinello, il simbolo del Democratic Party, batterà l’elefantino del Republican party», dice convinta Bruna Camargo, 31 anni, residente a Pescara e che ha già votato, via e-mail, per l’ex first lady. Camargo, che è cresciuta negli Usa, dove, oltre a laurearsi, ha lavorato nel campo dell’editoria per uno dei colossi mondiali del campo, Barnes & Noble, da nove anni vive in Italia. «Seguo Hillary sin dal 2008», racconta, alludendo alla lotta per la nomination per i dem, nella quale però la spuntò il presidente uscente, Obama, «e dunque mi è piaciuta da sempre. La apprezzo per le posizioni che ha assunte sulla questione degli immigrati e sulla sanità. Su quest’ultima, la sua proposta ha trovato approdo nell’Obamacare», precisa riferendosi alla riforma sanitaria varata da Obama, durante il suo primo mandato.

Anche Tascia Delfini, di 38 anni, di cui 23 trascorsi negli Stati Uniti, dove tra l’altro si è laureata, incorona Clinton. «Sono democratica», sottolinea, «e in più Trump non è possibile votarlo, visto il personaggio». Anche se nei confronti del tycoon a stelle e strisce, Delfini spezza più di una lancia. «Ho visti i tre dibattiti televisivi tra Trump e Clinton e devo dire che di Trump mi è piaciuto il fatto che sia sincero ed intelligente. Tuttavia», continua Delfini, che insegna inglese e ha come progetto di tornare negli Usa a vivere e lavorare, «non condivido le sue posizioni estreme sul terrorismo islamico e credo che quanto propone per fronteggiarlo non sia la soluzione».

Idem per Elisa DiRito, 39 anni, che fino a nove anni fa viveva nel Connecticut. Oggi Elisa è a Spoltore, e fa la docente di inglese nella scuola pubblica, dopo che negli Usa ha lavorato in un ospedale, in amministrazione. «Ho già presi i documenti per votare», annuncia, «e voterò per Clinton. Trump non è il caso di votarlo. Però avrei preferito», chiarisce, «non votare, perché in realtà non mi piacciono nessuno dei due. Ma Trump lo reputo una barzelletta». È clintoniana la piccola colonia di cestisti americani in forze nelle squadre abruzzesi. «Ero già un fan di suo marito Bill», dice Adam Smith (Roseto Sharks), «Hillary è una persona preparata che farà il bene dell’America». Dello stesso avviso il collega di squadra Brandon Sherrod: «Hillary è molto attenta a tutte le minoranze, potrà essere il presidente di tutti indistintamente». L’ala della Proger Chieti Cade Davis dice di non sopportare nessuno dei due: «Li reputo inadatti a gestire un paese come gli Usa». Il compagno di squadra Trae Golden dice di non interessarsi di politica. Il centro Chris Mortellaro non voterebbe per nessuno dei due: «Mi considero un “votatore” indipendente».

Per il magnate statunitense vota solo il regista cinematografico e televisivo Vincent Scarza. Nato a Filadellfia, in Pennsylvania, uno degli “swing states”, stati in bilico tra Dem e Gop, oggi Scarza vive a Pescara. «Ho votato Trump, due settimane fa», dice, «perché rappresenta il cambiamento, mentre oggi c’è una cattiva situazione. Trump», osserva poi Scarza, che ha già pronto un nuovo prodotto televisivo, questa volta sul cibo (“Inside Italy Food Festival”) e di cui il padre è originario di Appignano, nel Teramano, «darà lavoro e spero che vinca lui».

Vito de Luca