La Corte dei conti promuove l’amministrazione Masci Ma è allarme pignoramenti

11 Ottobre 2023

L’ultima relazione dà il via libera alla manovra di risanamento del centrodestra Ma restano sei fattori di rischio: «Troppi debiti fuori bilancio, serve una svolta»

PESCARA. La Corte dei conti promuove l’amministrazione Masci ma, sull’ultima relazione firmata dal presidente Stefano Siragusa, compare anche un «tuttavia» che sembra una macchia scura su un vestito chiaro. E, stavolta, la Corte dei conti si spinge oltre il formale invito a fare attenzione e ordina al collegio dei revisori «di vigilare sulla corretta attuazione delle azioni correttive adottate dall’ente».
APPELLO AI REVISORI È soltanto il primo dei controlli richiesti ai revisori per evitare ricadute nel baratro dei conti in rosso: i magistrati contabili chiedono anche «di verificare con maggior attenzione i dati contabili messi a disposizione degli uffici finanziari dell’ente e di procedere all’invio a questa sezione delle relazioni semestrali sullo stato di attuazione del piano di riequilibrio e sul raggiungimento degli obiettivi intermedi, nel rigoroso rispetto del termine».
PREDISSESTO DA 8 ANNI La relazione che passa in rassegna le finanze comunali è lunga 25 pagine: il documento racconta del percorso travagliato intrapreso nel 2015, con la dichiarazione di predissesto per mano dell’amministrazione Alessandrini di centrosinistra, e ormai quasi completato con il centrodestra del sindaco Carlo Masci e dell’assessore alle Finanze Eugenio Seccia: il Comune di Pescara chiuderà il piano di riequilibrio finanziario il 31 dicembre del 2024 dopo 10 anni di tagli alle spese, assunzioni bloccate e stop ai mutui.
IL RISCHIO C’è I conti, grazie ai lacci del predissesto, sono in risanamento: «Il collegio di questa Sezione di controllo valuta positivamente i risultati raggiunti nella seconda parte dell’esercizio 2022 ed i dati contabili sul primo semestre 2023», dice la relazione. Ma, nelle ultime due pagine, la Corte dei conti segnala «la permanenza di rilevanti fattori di criticità». Si tratta di eventuali rischi che «se non costantemente monitorati anche attraverso il mantenimento delle misure correttive adottate con delibera di consiglio comunale 42 del 18 marzo 2022, sono potenzialmente in grado di minare il mantenimento degli equilibri di bilancio e il conseguimento degli obiettivi finali del Prpf, anche in chiave prospettica».
SEI ALLARMI Sono sei i campanelli d’allarme tra scelte amministrative e tecnicismi di bilancio. Tra questi spicca «una costante presenza di debiti fuori bilancio e incongruenze nei valori degli stessi nei documenti istruttori e di bilancio, dati per i quali si richiede una maggiore attenzione»: «Si rilevano delle incongruenze nel valore complessivo dei debiti fuori bilancio riconosciuti nel corso dell’esercizio 2022 pari a 326.127,20 euro e l’ammontare specificato in occasione del riscontro istruttorio del 7 marzo 2023 pari a 388.496,68 euro». Segnalata anche «una consistente mole di residui attivi e passivi relativi ad esercizi risalenti»: si tratta, in maggioranza, di crediti inesigibili cioè somme che l’amministrazione non riesce a riscuotere e sono da considerare perse.
TROPPI PIGNORAMENTI Altro fattore di rischio, i pignoramenti che riaffiorano dal passato. L’importo è in discesa, da 460mila euro del 2022 a 355mila: «Si ribadisce la necessità di un più proficuo intervento dell’avvocatura comunale presso i tribunali competenti per l’attivazione delle azioni connesse poiché: “viste le epoche di riferimento, verosimilmente trattasi di partite pagate, ovvero fatte oggetto di transazioni, rinunce, etc, per le quali non è intervenuta cancellazione del vincolo al tesoriere. Occorre urgente e puntuale ricognizione e conferma, fermo restando che qualora risultassero partite da pagare, l’ente dovrebbe attivare subito la procedura di riconoscimento del debito fuori bilancio».
FONDI BLOCCATI La Corte dei conti segnala anche «cospicue giacenze di fondi presso gli uffici postali non riversati in tesoreria»: «La situazione è generata dalla ritardata rendicontazione degli incassi postali da parte degli uffici e quindi dall’impossibilità per il tesoriere di eseguire i prelevamenti e contabilizzarli. Si rinnova l’invito ad attuare, laddove possibile, un sistema di pagamenti telematici, codificati e canalizzati, in modo da superare ogni necessità di trattamento e rilevazione manuale dei versamenti».