La crisi? È in spiaggia Pizzette, bibite e gelati rimangono invenduti

27 Giugno 2015

Prenotazioni a rilento, meno affitti per palme e ombrelloni I balneatori: speriamo almeno che il tempo ci assista

PESCARA. La crisi economica c’è ancora, almeno secondo i balneari. Meno gente che va al mare per affittare palme e ombrelloni, meno gelati, meno bibite, meno pizzette. Insomma, meno tutto sulla costa pescarese, sulla riviera nord e su quella sud, con poco turismo, raccontano i titolari degli stabilimenti.

«L’anno scorso, la stagione non è stata un granché», ricorda Paolo Di Giovanni, del Calypso, «e non va bene neanche quest’anno. Poi adesso si usa anche prendere ombrelloni e palme solo per un periodo e non per tutta la stagione», spiega Di Giovanni. «Pertanto la crisi si sente ancora», prosegue il titolare del Calypso, «nonostante che le tariffe siano rimaste invariate». Una situazione di cui risente anche l’indotto. «La crisi si ripercuote anche sulla mia attività di ristorazione», si riallaccia Luca D’Alesio, che con il cugino Stefano conduce il ristorante del Calypso. «Finora abbiamo lavorato bene, ma non c’è la quotidianità. Se poi ci metti anche che nei fine settimana il tempo non è bello, il quadro è completo». Vincenzo Di Tommaso, architetto, titolare di Onda Marina, che gestisce, tra gli altri, con i suoi collaboratori Massimiliano Di Blasio, Otello D’Antonio e Giovanni Bernacchia, si focalizza sul turismo. «Qui da noi vengono gli stanziali, i vecchi clienti di sempre», sottolinea. «E Pescara come turismo non è sostenibile, a livello comunale, provinciale e regionale. Intanto, ci vorrebbe una politica sui parcheggi. Per esempio, nei giorni della manifestazione degli Ironman, molti clienti, siccome non c’è stata un’adeguata informazione istituzionale, sono venuti da me a chiedere della viabilità». Diversa la situazione al Baya La Maya, di Fabrizio Beneventelli, sempre sulla riviera nord. «Da noi lo stabilimento è piccolo e per questo è sempre pieno», osserva Beneventelli, che è titolare anche dell’hotel omonimo allo stabilimento, il quale sorge di fronte a esso. «Però non c’è turismo e la Regione si potrebbe attivare in questo senso. Per quanto riguarda il Comune, a parte gli Ironman», conclude, «per il resto non c’è nulla». Sulla riviera sud, l’antifona non si discosta da quella della nord (almeno a metà). «Quest’anno la stagione è partita come quella dell’anno scorso e cioè con la crisi che si sente», riflette Antonio Di Russo, figlio della titolare dello stabilimento Lido Azzurro (Barbara Amoretti). «Prima di spendere soldi per l’ombrellone, le persone ci pensano due volte. Negli anni precedenti si veniva al mare per tutta la giornata, ora invece le mamme, con i bambini, vengono molto meno e non comprano più, se paragonati ai livelli degli anni precedenti, gelati, bibite e pizzette. I turisti che vengono sono spaesati. E siccome molto spesso da noi, in città, non si conosce l’inglese, non si riesce per questo a fare informazione con loro». «Da noi sta andando bene», mette invece in luce Gianluca Pagliaro, titolare delle Canarie. «Siamo pieni, ma a Pescara manca il turismo, poiché la città, purtroppo, non offre niente. Ora speriamo che il tempo ci assista».

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