La Deco dovrà pagare 500mila euro alla Provincia

La commissione tributaria regionale chiude un lungo contenzioso con i Di Zio Nel 2011 la ditta venne sanzionata per lo smaltimento dei rifiuti a Colle Cese
PESCARA. Svolta nel contenzioso tra la Deco, la ditta dei rifiuti dei fratelli Di Zio con sede a San Giovanni Teatino, e la Provincia, assistita dall’avvocato Guglielmo Flacco. La commissione tributaria regionale, sezione staccata di Pescara, ha, infatti, rigettato l'istanza di sospensiva della sentenza di secondo grado emessa nel 2015 che ha condannato la Deco a pagare 500mila euro all'amministrazione provinciale.
Questo significa che ora l'ente pescarese può effettivamente incassare il denaro, non essendovi più ostacoli all'esecutività della decisione della commissione tributaria. La diatriba tra la Deco e la Provincia prese il via nel 2011, quando la polizia provinciale sanzionò la ditta per lo smaltimento dell’immondizia nella discarica di Colle Cese di Spoltore.
Stando al rapporto della polizia provinciale, i rifiuti sarebbero stati smaltiti senza differenziazione e, quindi, la Deco avrebbe dovuto pagare una tassazione più alta, ossia 25 euro a tonnellata, tariffa prevista per lo smaltimento dell'indifferenziato, e non 15 euro a tonnellata.
La ditta dei Di Zio fece ricorso alla commissione tributaria provinciale di Pescara, che nel 2012 diede ragione alle tesi della Provincia, sostenute dall'avvocato Flacco. I rifiuti, anche secondo la commissione provinciale, sarebbero stati smaltiti "tal quali", ossia senza separazione del materiale ferroso, differenziazione in frazione secca e frazione umida. La querelle approdò poi in commissione tributaria regionale, ma anche in appello i giudici diedero ragione alla Provincia, evidenziando che «dai registri di carico e scarico non si può avere alcuna certezza che i rifiuti siano stati oggetto di trattamento prima di essere avviati in discarica».
A quel punto l'impresa dei Di Zio fece ricorso in Cassazione e, allo stesso tempo, chiese alla commissione tributaria la sospensiva della sentenza di secondo grado. Il 31 ottobre scorso l'epilogo della vicenda con l'udienza e il deposito della decisione della commissione tributaria regionale, che ha bocciato la richiesta della Deco. «La commissione», si legge nel dispositivo, «rigetta l'istanza di sospensiva dell'esecutività (in pendenza di ricorso per Cassazione) ritenendo che il danno non sia grave e irreparabile, attesa la consistenza della società istante».
Dopo anni di contenzioso, la Provincia ora può, dunque, incassare il denaro e dare una boccata d'ossigeno alla sua situazione economica.
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