La denuncia: «Tra i giovanissimi dilagano allucinogeni e spinelli»
Non sono nemmeno dieci i minorenni che hanno fatto accesso al Serd di Pescara nel 2023. Il dato è pressoché simile anche negli anni passati, con il 2021 che ne ha visti 12 con un ragazzo con meno di...
Non sono nemmeno dieci i minorenni che hanno fatto accesso al Serd di Pescara nel 2023. Il dato è pressoché simile anche negli anni passati, con il 2021 che ne ha visti 12 con un ragazzo con meno di 15 anni; erano 11 nel 2022, tutti tra i 16 e i 19. Eppure la diffusione di stupefacenti tra i giovanissimi è più che ampia. Ne cono convinti gli operatori del Serd, secondo cui «se i minorenni si rivolgessero al servizio i numeri degli utenti in carico sarebbero immensamente maggiori. I più giovani usano in grande quantità la cannabis, o fanno uso di allucinogeni, eppure non si sentono tossicomani e quindi non verranno mai qui. In quei pochi casi che capitano, c’è una resistenza incredibile nel far comprendere loro che c’è una reale dipendenza». Secondo gli esperti il concetto è culturale. «Lo spinello non viene visto come una droga. Ci sono sostanze culturalmente accettate come l’alcol, presente in qualunque evento di convivialità, anche di fronte ai minori. L’accendersi uno spinello è molto legato alla modalità di socializzare per cui lo sballo tra i giovanissimi serve a farsi accettare, a entrare in un gruppo». Una grande dose di responsabilità, secondo gli operatori, ce l’hanno i genitori dei ragazzini, «troppo focalizzati su loro stessi e poco sui loro figli, lasciandoli senza alcun tipo di regola. Hanno un rapporto eccessivamente paritario, quasi a confondere i ruoli, e non riescono a imporsi». (m.pa.)

