La diga senz’acqua per i lavori, ma 90 quintali di pesci sono salvi

Il Consorzio di bonifica sta eseguendo manutenzione sul fondo dell’invaso, svuotato dopo 20 anni La cooperativa Cogecstre con due laghetti ricavati nell’oasi ha evitato la moria della fauna ittica
PENNE. L'ecosistema della diga è in salvo. Nonostante lo svaso completo del lago (completato martedì scorso), propedeutico alla sistemazione e manutenzione degli organi di fondo dell’impianto, la Cogecstre, la cooperativa che da sempre gestisce la parte ambientale della oasi naturale Lago di Penne, è riuscita a mettere in salvo circa 90 quintali di pesci. «Non è la prima volta che si verificano certi lavori», ricorda Fernando Di Fabrizio, presidente della cooperativa Cogecstre. «Circa ogni vent'anni la valvola di scarico deve essere sostituita quindi l'invaso si deve svuotare. La prima volta fu negli anni 70' e morirono diversi pesci. Questa volta, attraverso la realizzazione di due laghetti interni al perimetro della Diga, siamo riusciti a salvare 90 quintali di pesci su una popolazione di circa 100 quintali», ha detto ancora Di Fabrizio. Le specie di pesci che sono state tratte in salvo sono principalmente le carpe, le carpe a specchio, i lucci, i ciprinidi, le anguille, il carasso, il persico reale e pochi pesci gatto. «Non sono stati trovati siluri, ma tante tartarughe abbandonate illegalmente, oltre 50. I pesci salvati hanno consentito anche altre specie rimanessero nell'ecosistema della nostra oasi. Penso ad esempio agli aironi che si sono spostati proprio nella zona dei due laghetti creati per i pesci», ha detto ancora Fernando Di Fabrizio. «I due laghetti posti all'interno dell'invaso sono stati realizzati con tanta fatica», ha continuato il presidente della Cogecstre, «ma consentiranno ai pesci di non avere altri traumi una volta che l'invaso tornerà di nuovo pieno perché saranno già all'interno della diga. Mi auguro che i lavori termino nel più breve tempo possibile».
I LAVORI Gli interventi sulla diga di Penne da parte del Consorzio di Bonifica Centro hanno riguardato numerose tipologie di opere: edili, idrauliche e di automazione e monitoraggio. Per gli interventi è stata necessaria un’articolata programmazione degli interventi che ha comportato, prima una sospensione dell’erogazione idrica e poi uno svuotamento dell'invaso. Normalmente, ogni anno la diga eroga la risorsa idrica fino a fine agosto, ma quest’anno, poiché il livello massimo di invaso raggiunto è stato pari ad un terzo di quello storico, necessariamente il periodo di irrigazione si è ridotto. «Si è trattato di un sacrificio richiesto agli agricoltori e alle comunità locali che permetterà non solo di sistemare gli organi di fondo, ma anche di operare per il futuro in maggiore sicurezza e nel rispetto delle leggi che regolano la disciplina delle dighe di interesse nazionale», ha sottolineato nelle scorse settimane il presidente del Consorzio di Bonifica Centro, Enisio Tocco.

