La famiglia De Florentiis in lite per la targa blu

28 Giugno 2016

Contestato il riconoscimento di “Attività storica” assegnato dal Comune al ramo di azienda che ha aperto le onoranze funebri ventidue anni fa

PESCARA. De Florentiis contro De Florentiis. L'oggetto della polemica che coinvolge i due rami della storica famiglia che opera nel settore delle onoranze funebri pescaresi è una targa blu di “attività storica” che il Comune ha riconosciuto di aver assegnato «erroneamente» (annullandola) all'azienda De Florentiis sorta 22 anni fa a seguito della scissione con il ramo dell'impresa fondatrice nata 71 anni fa .

Partendo dal presupposto che per ottenere il riconoscimento di “attività storica” bisogna aver maturato almeno 35 anni di attività continuativa, Andrea De Florentiis e suo padre Vittorio, amministratore unico della ditta De Florentiis Emidio dei fratelli De Florentiis con sede in via delle Caserme 50 (sorta nel 1945 per volontà di Emidio padre di Alfredo), contestano al cugino Emidio (che ha rinnovato il nome del nonno) De Florentiis, titolare della De Florentiis Emidio ed Alfredo, con sede legale in via Silvio Spaventa,6 (impresa nata dalla scissione dell'azienda di famiglia avvenuta nel 1994) l'acquisizione e l'ottenimento della targa storica, richiesta da quest'ultima il 18 marzo 2013 e assegnata durante la cerimonia del 22 maggio 2014.

Andrea De Florentiis sostiene che la sua impresa «ha richiesto il titolo al Comune nel 2012 e nel 2013 l’istanza è stata avanzata dalla nuova impresa di mio cugino. Il titolo ha un valore puramente affettivo e non commerciale, ma per la mia famiglia, nonché mia ditta, è di enorme importanza in quanto sancisce in maniera indelebile nella nostra memoria, e nella memoria della comunità pescarese, lo sforzo, il sacrificio, la passione che tutti noi mettiamo quotidianamente e ininterrottamente in questo mestiere. Dunque», spiega ancora, «ci siamo sentiti depauperati di un riconoscimento che non pensavamo di dover condividere con una ditta nata in anni più recenti, ovvero nel 1994. Inoltre la documentazione presentata dalla ditta concorrente è completamente illegittima perché riprende foto e marchi inerenti alla mia impresa. Il nostro intento è distinguerci dalla ditta di cui sopra, che ha compiuto un atto sicuramente di ingiustizia nei confronti della comunità pescarese, del Comune di Pescara e nei nostri, avvalendosi di un titolo che non le apparteneva e tantomeno le spettava. Ciò che desideriamo esprimere», aggiunge l’imprenditore, «è il nostro disappunto per non esserci sentiti tutelati e riconosciuti come ditta operante nella città di Pescara da ben 71 anni».

Perché ci sono voluti quasi tre anni per arrivare all'annullamento? «In questi anni», spiega Andrea De Florentiis, forte della documentazione datata 16 giugno 2016 e firmata dal dirigente tecnico delle Attività produttive Gaetano Silveri nella quale il Comune fa retromarcia, «abbiamo più volte fatto sentire la nostra voce e a seguito della nostra denuncia legale al Comune di Pescara, siamo riusciti a fare revocare la targa in questione alla ditta De Florentiis Emidio e Alfredo».

Di contro, Emidio De Florentiis, con toni pacati, replica che «il riconoscimento è stato fortemente voluto da mio padre Alfredo, deceduto nel 2015, ma personalmente non mi sono mai fregiato di questo titolo assegnatoci. Se il Comune ci chiede la riconsegna della targa, lo faremo. Noi abbiamo agito in perfetta buona fede. Al momento della richiesta avevamo fatto presente di essere nuova impresa esistente da 21 anni , ma nessuno ha replicato e solo da poco ci è stato comunicato che la targa non ci spetta e che, volendo, potevamo fare ricorso attraverso le vie legali».

Detto, fatto. Nella memoria difensiva, datata 20 aprile 2016 e redatta dagli avvocati Vincenzo Di Girolamo e Nicola Spinaci, i De Florentiis (Emidio e Alfredo) prendono atto della comunicazione di «annullamento della qualifica di Attività storica della città di Pescara, relativo all'annualità 2013, per l'esercizio commerciale sito in via Spaventa», inviata dal Comune e chiedono la riconferma della targa sulla motivazione che Alfredo De Florentiis, socio fondatore scomparso l'anno scorso, ha «esercitato l'attività di onoranze funebri almeno dal 1959».

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