La festa di San Martino: i segnali dell’infedeltà svelati dall’investigatore

«Tante chiamate ci arrivano dalla provincia, soprattutto dalle donne» L’esperto: chi ha l’amante, smette di lasciare il telefonino per casa
PESCARA. L’infedeltà non ha età e talvolta non ha freni, tanto che può capitare di sorprendere due amanti di 65 anni in macchina, in pieno giorno, in atteggiamenti che vanno ben oltre le effusioni. È uno dei dettagli descritti, in occasione della festa dei Cornuti di oggi, da Paolo Carbone titolare insieme alla figlia Claudia dell’agenzia investigativa Tony Ponzi. Lo stesso che sottolinea come il grosso dei tradimenti si consuma tra le discrete mura di hotel o bed and breakfast e che in una coppia sono le donne spesso più gelose e desiderose di scoprire la verità. Ma quando a tradire sono proprio le donne, è più frequente che l’infedeltà sia temporanea, perché alla fine il partner lo lasciano.
«Tante chiamate arrivano dalla provincia», spiega lo 007 romano, «ma anche Pescara ha un numero importante di clienti». Se il mercato delle agenzie si è aperto molto anche al mondo aziendale, con datori di lavoro che cercano di stanare le scorrettezze del personale, la fetta più grande è sempre data dalle infedeltà. «Le donne sono quelle più gelose», dice ancora l’investigatore. «Ma non è detto. Quello che cambia è la durata del tradimento. L’uomo preferisce stare con i piedi in due staffe. La donna tende a innamorarsi e quindi a un certo punto lascia il partner». Il grosso delle infedeltà si consuma in coppie sposate, persone tra i 40 e i 50 anni, ma può capitare anche che l’età salga. «Recentemente ci ha contattato una signora che sospetta i tradimenti del marito con più di 75 anni, perché sta spesso fuori casa per andare al circolo».
Il seme del sospetto quasi sempre matura dallo smartphone. Codici di accesso che prima non esistevano e che improvvisamente vengono inseriti, «ma anche l’attenzione da parte del partner», dice Carbone, «a non lasciare mai incustodito il telefono, portandolo persino in bagno, pur di non farlo prendere al coniuge».
E poi i comportamenti inusuali. «Una maggiore disattenzione a casa, o anche assenze frequenti, con la scusa di riunioni fiume o cene di lavoro». Quando si insedia il tarlo, c’è chi si rivolge all’investigatore che, tempo una settimana, conferma o meno il dubbio. «In sette giorni, una relazione, se c’è, salta fuori, perché in questo lasso di tempo gli amanti si incontrano. In genere si scelgono alberghi o bed and breakfast del territorio per gli incontri extra coniugali. Capita più raramente invece che si vedano in una casa, anche perché il più delle volte anche l’amante è sposato».
Dopo appostamenti e prove raccolte, «tutte legalmente valide ai fini processuali in caso di divorzio, perché poi subentrano interessi economici», precisa l’investigatore, «la fase complessa è quella nella quale dobbiamo confermare che ciò che era solo un dubbio è purtroppo la realtà. È un momento delicato, perché vanno valutate le reazioni che possono avere le persone tradite, potenzialmente pericolose per loro stessi o nei confronti dei partner. Ecco perché anche se ce lo chiedono non avvisiamo mai in diretta il cliente, quando sorprendiamo il tradimento. Recentemente ci è capitato in un paesino della provincia che il marito, dopo aver scoperto l’infedeltà della moglie, affiggesse una serie di manifesti vicino alla scuola dei loro figli. Non siamo riusciti a fermarlo. In passato abbiamo assistito a reazioni molto pesanti, quindi è davvero importante avere tatto e sapere come gestire persone e situazioni. Chi viene da noi è una persona ferita e ha timore di scoprire. Non è detto che si può raccontare sempre la verità con tutti i dettagli».

