La festa M5s: «Lo Stato siamo noi»

Il ritorno di Grillo sul palco. Presto in arrivo un nuovo direttorio
ROMA. Tricolori e bandiere del M5S, «vecchia guardia», neo-pragmatici, «big» diventati ministri: la festa per il governo organizzata dal Movimento alla Bocca della Verità è un modo per ricompattare un universo che ha vissuto gli ultimi giorni come un sisma. E, non a caso, a salire sul palco arriva Beppe Grillo, che esce dal cono d'ombra delle ultime settimane e, assieme a Davide Casaleggio, prova a mantenere intatto l'equilibro tra l'ala governista e un'ala ortodossa che mira a non disperdere il Movimento delle origini. Poco prima, in un video tour via facebook al Ministero dello Sviluppo Economico, lancia le sue prime priorità e smussa i toni nei confronti del Quirinale contro il quale, di fatto, aveva indetto la manifestazione di ieri a Roma. Ma, ammette lui stesso, «il governo del cambiamento ci è stato permesso». E la piazza della protesta, per la prima volta nella storia del Movimento, diventa la piazza della celebrazione del governo. Pochissimi gli assenti: c'è la sindaca Virginia Raggi, esponenti storici come Giancarlo Cancelleri e Alessio Villarosa, c'è la squadra dei ministri al gran completo (assente, per motivi di sicurezza il premier Giuseppe Conte). I toni sono quelli di lotta cari al Movimento: dal palco si promette un'Italia più forte, si assicura che la troika in Italia non verrà, si promette lotta senza respiro in Europa. E la Raggi si toglie un sassolino dalla scarpa: «Hanno descritto Roma come un inferno per evitare che il M5S andasse al governo». Ma sotto la coltre della festa del Governo a 5 Stelle c'è un Movimento che si muove. Fonti pentastellate spiegano infatti come ci sia la possibilità di un restyling nei vertici del Movimento con l'istituzione di un una sorta di nuovo direttorio, più allargato rispetto a quello a 5 nato nel 2014, che affianchi Di Maio - superministro e vice premier - nella direzione del Movimento. Grillo, prima di arrivare alla festa, tiene un lungo vertice con Casaleggio, Raggi e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Poi, scatta l'ora della festa in piazza. E Di Maio si presenta con il neo-consulente del Mise Sergio Bramini, imprenditore al quale la casa è stata pignorata dopo aver chiesto invano crediti nei confronti dello Stato. «Ora lo Stato siamo noi, questa è la Repubblica del M5S», è il messaggio di Di Maio che, dal palco, saluta il presidente Mattarella e il presidente della Camera Roberto Fico, mediatore nella ricucitura del M5S con il Colle.

