La Fials: «Incarichi alla Asl troppi interessi personali»

23 Ottobre 2014

PESCARA. La Cisl, due giorni fa, aveva parlato di «ennesimo atto di prevaricazione delle relazioni sindacali da parte della direzione generale della Asl» e di «sistema feudale» nella sanità pescarese....

PESCARA. La Cisl, due giorni fa, aveva parlato di «ennesimo atto di prevaricazione delle relazioni sindacali da parte della direzione generale della Asl» e di «sistema feudale» nella sanità pescarese. Adesso anche la Fials interviene sul piano delle ristrutturazioni delle posizioni organizzative – gli incarichi di coordinamento del personale del comparto sanitario che danno diritto a un’indennità extra di 6 mila euro all’anno – approvato dal direttore generale della Asl Claudio D’Amario e chiede l’intervento del presidente della Regione Luciano D’Alfonso e dell’assessore alla Sanità Silvio Paolucci.

«Avevamo sperato in un comportamento più responsabile e rispettoso dei vari interessi di buona gestione della cosa pubblica non più legata alla solita logica “clientelare e di opportunità soggettive”. Purtroppo», afferma il segretario provinciale della Fials, Gabriele Pasqualone, «ancora una volta il buon senso e il rispetto del denaro pubblico non appartengono all’attuale gestione della Asl di Pescara». Se Davide Farina della Cisl aveva parlato di «corsa alla raccomandazione» in occasione del riordino delle posizioni organizzative, anche la Fials denuncia interessi personali: «Avevamo chiesto, insieme alla Cisl», dice Pasqualone, «di conoscere le motivazioni tecniche e organizzative del piano delle ristrutturazioni, nel rispetto delle normative sia in materia di organizzazione del lavoro che di trasparenza degli atti pubblici, ma la nostra richiesta è stata ritenuta degna di nessuna risposta. Non siamo sorpresi perché i comportamenti della direzione sono conformati al rigido rispetto degli interessi soggettivi e non anche a quelli propri della corretta gestione pubblica, trasparenza, rispetto e necessità di salute dell’utenza. Tali comportamenti, non possiamo negarlo», dice Pasqualone, «non fanno che confermare la convinzione di grande inappropriatezza dell’attuale dirigenza». Non è la prima volta che Cisl e Fials attaccano D’Amario. Stavolta, si chiede anche l’intervento della Regione: «D’Alfonso e Paolucci intervengano», auspica Pasqualone, «ottemperando a quanto dichiarato più volte sulla necessità di un utilizzo razionale ed efficiente delle risorse nel proseguimento della corretta gestione di un settore di grande interesse della società come è quello della salute che è e resterà un bene primario. Riteniamo che il tempo dell’attesa e delle riflessioni sia finito perché i tagli previsti dalla legge Finanziaria e la crisi economica stanno allargando il disagio sociale aumentando la richiesta di tutela. Ricordiamo che il diritto alla salute è un bene proprio della buona politica». Secondo Pasqualone, «ritardare ancora di intervenire con un vero tavolo di confronto per conoscere l’esistente e iniziare a cambiare dando il segnale che le logiche e gli interessi sono legati solo alle necessità sociali, al rispetto della persona e della vera professionalità, delle vere esigenze organizzative e sanitarie, non farebbe che accrescere la delusione e il disagio di quanti avevano riposto, nel rapido cambiamento, tanta speranza».

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