La filovia costretta a un altro stop: mancano anche i soldi per i lavori

Sconcerto in Comune dopo la decisione del ministero di escludere Pescara dai finanziamenti per i bus L’assessore Albore Mascia: «Ora gli interventi per completare l’intero percorso subiranno un ritardo»
PESCARA. C’è sconcerto in Comune dopo la notizia che il ministero delle Infrastrutture ha deciso di escludere Pescara dai finanziamenti per il completamento della filovia. Si tratta di 62 milioni che il Comune attendeva per realizzare il secondo e terzo lotto del nuovo sistema di trasporto pubblico ecologico.
Forse non è stata una doccia fredda, come ha sostenuto il Pd che lunedì scorso ha diffuso la notizia, perché l’amministrazione comunale era già al corrente del mancato finanziamento. Fatto sta che ora le cose si complicano perché, dopo l’ordinanza del Tar che ha sospeso il completamento del primo lotto, ora è arrivata anche la tegola della decisione del ministero sui fondi. Nella migliore delle ipotesi, dunque, la filovia è destinata a subire ulteriori ritardi.
L’assessore alla mobilità Luigi Albore Mascia non nasconde il suo rammarico. «Quando partirà il primo lotto, verranno finanziati anche il secondo e il terzo», ha detto l’assessore, «adesso, però è tutto rinviato fino a quando non verrà definita la questione del contenzioso sul primo lotto. Dopodiché il ministero, che ha i fondi a disposizione ogni anno, potrà finanziare il secondo e terzo lotto. Del resto, non si può chiedere di fare un attico di un palazzo quando mancano ancora il secondo e terzo piano. La stessa cosa è per i fondi per la filovia».
«Questi», ha aggiunto, «sono i danni causati da una certa tendenza che c’è in città che qualunque progetto debba essere sempre demolito. Il progetto non cambia, ma subirà ritardi, è ovvio. D’altra parte se prima non viene messo a regime il sistema, il secondo e terzo lotto non possono essere realizzati. Io lo avevo già detto che questa ordinanza del Tar avrebbe creato problemi agli altri due lotti. Il ministero delle Infrastrutture ha la cabina di regìa e quindi decide a chi assegnare i finanziamenti». «Ora tutto dipende da come andrà il ricorso presentato al Consiglio di Stato per annullare l’ordinanza del Tar», ha fatto presente Albore Mascia, «a dicembre c’è la discussione sull’ordinanza, poi ad ottobre del 2022 il Tar si pronuncerà nel merito del ricorso presentato dai comitati della strada parco. Se la sentenza dovesse essere favorevole al Comune, come tutti auspichiamo, allora si riaprirà la partita».
Quello che è certo ora è che lo schema di decreto del ministero delle Infrastrutture che ripartisce 3,6 miliardi in tutta Italia per il potenziamento di metropolitane, filobus e tram, vede al momento escluso il progetto presentato dal Comune di Pescara per la realizzazione del tracciato della filovia e l’acquisto di materiale rotabile. Un argomento scottante che coinvolge anche il progetto di viale Marconi a quattro corsie.
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