«La fuga? Un modo per farsi notare»

27 Ottobre 2023

La psicoterapeuta Iezzi: «Emerge una difficoltà a comunicare i propri bisogni»

PESCARA. Che cosa può spingere tre ragazzini a salire su un treno per Milano, senza avvertire i genitori e facendo perdere le proprie tracce: un malessere adolescenziale o qualche disagio più profondo? Lo abbiamo chiesto a Margherita Iezzi, psicoterapeuta dell’età evolutiva e docente all’università d’Annunzio di Chieti-Pescara.
Che cosa potrebbe nascondersi dietro questa bravata?
«È un gesto estremo, trasgressivo, sicuramente è la spia di un bisogno, probabilmente di farsi vedere e sentire, ma attraverso il pericolo e la negatività. Dobbiamo chiederci: che cosa volevano ottenere facendo spaventare genitori e insegnanti, finendo addirittura in televisione? Scappare e andare lontano è un agito, noi adulti dobbiamo capire che cosa volessero dire con la loro fuga, se hanno mai avuto paura e se si sono resi conto di aver fatto una cosa pericolosa. Il rischio, poi, è che atti simili possano generare emulazione».
Potrebbe esserci una richiesta di aiuto dietro la fuga?
«Siamo nel campo delle ipotesi, ma percepisco una difficoltà nelle comunicazioni dei bisogni, che poi sono stati agiti attraverso il gesto estremo della fuga. Invece di spiegare le cose in maniera lineare, raccontandolo a un genitore o in uno spazio di ascolto attivo e partecipato, hanno scelto di dimostrarlo andando lontano. Un elemento importante è il gruppo: la trasgressione è avvenuta in compagnia, supportandosi a vicenda come in una piccola gang, perché in questi casi è difficile reggere e tollerare situazioni del genere da soli».
Al di là delle punizioni, come dovrebbero comportarsi adesso i genitori?
«Innanzitutto consiglierei loro di parlare con i figli per capire il messaggio che hanno voluto dare e poi interrogarsi senza sensi di colpa su che cosa possa essere sfuggito nei giorni precedenti a questa fuga, se non hanno visto o hanno sottovalutato qualcosa. A volte gli adolescenti si chiudono nelle loro stanze, nei loro silenzi e nei loro telefoni. Questo gesto è come se fosse una fuga in avanti anche rispetto al lockdown quando sono rimasti fermi e bloccati. Ai ragazzi invece chiederei come si sono sentiti, se è stato un modo per provare a sentirsi già grandi prendendo un treno da soli e andando a Milano». (y.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.