La maledizione della variante Santa Filomena torna al 2009
MONTESILVANO. La maledizione della circonvallazione sembra non avere fine. Montesilvano sta per tornare indietro di 7 anni, a quel 20 ottobre 2009, data di apertura al traffico della galleria I...
MONTESILVANO. La maledizione della circonvallazione sembra non avere fine. Montesilvano sta per tornare indietro di 7 anni, a quel 20 ottobre 2009, data di apertura al traffico della galleria I Pianacci: un prolungamento della tangenziale di Pescara, aperto prima a senso unico e diventato poco dopo a doppio senso di circolazione, che avrebbe dovuto alleggerire il traffico a Santa Filomena. Eppure a distanza di pochi anni il traffico sta per tornare nella zona sud della città, dal momento che l’Anas e il Comune di Montesilvano hanno recentemente annunciato la decisione di voler sperimentare nuovamente il senso unico Montesilvano-Pescara all’interno della “canna”. Il numero delle automobili in transito rischia di aumentare a dismisura dunque a Santa Filomena, e di riflesso anche in corso Umberto e nel centro cittadino, anche in vista dell’apertura della nuova strada Montesilvano Colle-Colle Morgetta, prevista per la fine del 2016.
Inevitabilmente la decisione del ritorno al senso unico sta facendo discutere, e se c’è chi ritiene che questo provvedimento potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno per il quartiere Ranalli e per la Vestina, dove negli ultimi mesi i monitoraggi sulla qualità dell’aria hanno messo in luce livelli di inquinanti allarmanti, c’è anche chi teme che la manovra possa solo spostare il problema smog da una zona all’altra della città. Senza considerare che già oggi Santa Filomena è tutt’altro che un’area poco trafficata. Eppure la maledizione della circonvallazione appare ormai sempre più complicata da risolvere, dal momento che le due soluzioni ipotizzate in passato si sono sgretolate con il passare degli anni come un castello di carte. A cominciare dalla prima, ossia quella che prevedeva il raddoppio del tunnel e dunque l’istituzione del senso unico di marcia su distinte carreggiate: un’ipotesi che appare oggi sempre meno percorribile a causa della mancanza degli ingenti fondi necessari per la realizzazione dell’infrastruttura. A naufragare, con il passare del tempo, è stata anche la seconda opzione, di cui si è a lungo e inutilmente discusso: il prolungamento della tangenziale fino al casello autostradale di Città Sant’Angelo. Il progetto, elaborato dall’Anas, è rimasto fermo al palo contrariamente alla “città del cemento” che nel frattempo ha continuato ad espandersi: così, su quello che avrebbe dovuto essere il tracciato della circonvallazione, sono sorti palazzi, strade, aziende e non ultima la scuola di legno di via Migliorino Di Pietro, il cui scheletro giace incompiuto e abbandonato da ormai più di 5 anni.
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