la mamma di una delle 29 vittime, dopo gli ultimi avvenimenti

23 Giugno 2020

«Sono segnata e lo sarò per sempre dalla tragedia di Rigopiano, e voglio la verità. Ma i fatti accaduti negli ultimi mesi non mi aiutano a essere serena». Parla così Paola Ferretti (nella foto),...

«Sono segnata e lo sarò per sempre dalla tragedia di Rigopiano, e voglio la verità. Ma i fatti accaduti negli ultimi mesi non mi aiutano a essere serena». Parla così Paola Ferretti (nella foto), madre di Emanuele Bonifazi, il giovane di Pioraco, nelle Marche, tra le 29 vittime della valanga del 18 gennaio 2017. «Le vicende parallele che da tempo si intersecano con il filone principale del processo non fanno che aggra- vare le mie preoccupazioni», dice Ferretti. «Se il processo principale, anche minimamente, dovesse perdere centralità rispetto ai procedimenti cosiddetti secondari, se solo la confusione fosse destinata a crescere, così da rendere prove magari meno logiche in sede dibat- timentale; se solo la nostra doman- da di verità dovesse ingolfarsi - nei tempi del processo - a causa dei tan- ti eventi che si intrecciano; allora, per amore di verità, per l’alta idea che ho di giustizia, per la stima che ripongo nei magistrati e negli avvocati, mi domando se la rimes- sione del processo verso un altro Tribunale, in un ambiente che possa alleggerire la tensione psicologica, non sia un’ipotesi valutabile da chi di dovere. Il tutto per rendere più sereni possibile sia i pm, sia i giudici, sia gli avvocati. Nessuno escluso», conclude Ferretti. (f.bel.)