La marineria riparte «In ballo trecento posti»

28 Aprile 2020

PESCARA. È il momento di tornare al lavoro, per la marineria pescarese. Ma non senza preoccupazioni e problemi. Domenica prossima i pescherecci lasceranno il porto per andare in mare anche se le...

PESCARA. È il momento di tornare al lavoro, per la marineria pescarese. Ma non senza preoccupazioni e problemi. Domenica prossima i pescherecci lasceranno il porto per andare in mare anche se le incognite sono molte, e proprio di questo si parlerà domani nel corso di una riunione fissate alle 10,30 nella zona della stazione marittima, all’aperto. «L’incontro», annuncia Francesco Scordella che guida l’associazione Armatori Pescara, «è stato voluto per confrontarci sulle condizioni di lavoro che attendono la categoria, dopo un lungo stop dovuto al coronavirus. Siamo stati tutti a terra, unici in Italia, perché volevamo stare sicuri e perché la commercializzazione era a zero, nel periodo in cui l’Italia si è fermata. Se fosse accaduto qualcosa», prosegue Scordella, «la responsabilità sarebbe ricaduta sugli armatori per la diffusione del virus, e quindi c’è stata la scelta di stare a casa. D’altronde, come si fa a garantire il distanziamento su un peschereccio? Qualcuno potrebbe additarci come quelli che non hanno voglia di lavorare e invece abbiamo seguito la linea della sicurezza».
Il peso di questo stop si sente eccome, per la mancanza di entrate a livello economico che ora non si può più sostenere. «La cassa integrazione è stata chiesta», spiega Scordella, «ma arriverà solo a fine maggio, mentre noi armatori stiamo ancora aspettando le somme relative al fermo biologico del 2018 e del 2019. Quindi, in sostanza, fino ad ora non abbiamo ricevuto niente. La pesca è stata abbandonata», dice amareggiato il presidente dell’Associazione.
La marineria di Pescara, che conta trecento addetti (le imbarcazioni sono sessanta), ha già fatto le sue richieste. Per consentire la ripresa, si deve fare in modo «che il periodo di stop per il coronavirus venga scomputato dal fermo biologico: cioè questa estate non vogliamo fermarci. E sarebbe anche un modo per dare una mano ai ristoratori locali, pure loro travolti dalle difficoltà».
Le prospettive per la ripresa sono incerte. Per il ritorno in mare, «usciremo tutti domenica e lavoreremo solo due giorni, la prima settimana». Ma prima di domenica sarà necessario fare una specie di prova sui fondali, per evitare incidenti. L’imbarcazione più grande, la Maria Teresa di Lucio Di Giovanni, si sposterà oggi dalla banchina per valutare le condizioni dei fondali e capire se è possibile uscire dal porto in sicurezza. «Altrimenti domenica potremmo avere una brutta sorpresa. E davvero non ce lo auguriamo», conclude Scordella, che circa venti giorni fa ha segnalato il timore che la situazione non sia ottimale.
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