La ministra Bonetti in visita al Paolo VI: aiutiamo le famiglie

Ha partecipato all’incontro organizzato dalla Fondazione «Inserimento lavorativo per chi soffre di questa patologia»
PESCARA. La ministra Elena Bonetti ha fatto visita alla sede del Centro Adriatico della fondazione Paolo VI a Pescara, in occasione della giornata mondiale dell’autismo che si celebra oggi. Un incontro, quello a cui ha partecipato la ministra per la Famiglia e per le pari opportunità, utile per analizzare quelle che sono le condizioni di vita che oggi le persone affette da tale patologia (per lo più bambini) e le loro famiglie vivono, alla fine di un biennio in cui a complicare le cose ci si è messa anche la pandemia, che non ha fatto altro che creare un ulteriore ostacolo alla loro quotidianità.
«L'impegno della politica e delle istituzioni rimane quello di promuovere la dignità di donne, uomini, bambine e bambini», ha detto la ministra dopo l’accoglienza dell’arcivescovo, monsignor Tommaso Valentinetti. «Abbiamo il dovere di costruire quei percorsi reali di pari opportunità che consentano alle persone affetto da questo disturbo di poter portare un contributo effettivo alla nostra società. Serve poi un accompagnamento alle famiglie attraverso servizi adeguati a livello territoriale e un sostegno di carattere economico, come specificato nella riforma del Family Act». E ancora: «Per migliorare la qualità della vita di queste persone occorre studiare soluzioni che portino all’inserimento lavorativo».
Quindi un accenno ai bimbi affetti da autismo, che in questi giorni stanno arrivando insieme ai tanti profughi che fuggono dalla guerra in Ucraina: «Stiamo costruendo un’accoglienza integrale e integrante» spiega la Bonetti. «Vogliamo mettere in campo l’intera rete di solidarietà del nostro Paese, ma anche le strutture socio-sanitarie e quelle educative che devono essere a loro disposizione. I bimbi che fuggono dalla guerra devono arrivare in Italia e sentirsi a casa e per fare questo servono servizi integrati». Poi conclude: «Con il ministero e l’Istituto superiore di sanità si sta investendo per intercettare il disturbo già dai primi segnali, in modo da intervenire il prima possibile e costruire un percorso che dia le più ampie chance di successo, per garantire il benessere delle persone affette da autismo». Una patologia in cui la fondazione Paolo VI è impegnata da anni, con le sue sette sedi sul territorio regionale e le circa 400 persone che assiste quotidianamente all’interno delle varie strutture, tra malati e famiglie. Senza dimenticare la collaborazione con l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, altra importante sinergia da mettere al servizio di chi ne ha bisogno. Anche di questo si è parlato nel corso del pomeriggio andato avanti alla presenza del prefetto Giancarlo Di Vincenzo, del sindaco Carlo Masci, del manager della Asl Vincenzo Ciamponi e del questore Luigi Liguori. Tra i relatori, il presidente della fondazione Paolo VI Peppino Polidori, l'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, il primario di Neuropsichiatria infantile Renato Cerbo e la presidente Angsa Alessandra Portinari. A fare gli onori di casa monsignor Tommaso Valentinetti. Nel corso del pomeriggio è intervenuto anche il governatore della Regione Abruzzo Marco Marsilio per portare i saluti istituzionali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

