La musica piange Danny Manzo La moglie: voleva suonare ancora

Migliaia di messaggi di cordoglio, le lacrime di Giulia Lorubbio: andrò avanti per il nostro bambino Una vita sul palco: era pronto a firmare e uscire dall’ospedale per fare i concerti, amava il suo lavoro
PESCARA. «Abbiamo passato insieme 13 anni, sono troppo pochi. Adesso, andrò avanti per il nostro bambino che ha quasi 7 anni». Giulia Lorubbio piange il marito Danny Manzo, il batterista di 57 anni morto all’ospedale per una malattia. Oggi alle 17 l’addio nella chiesa di San Cetteo. Il prossimo 3 luglio, accanto alla stessa cattedrale di Pescara, Manzo avrebbe dovuto esibirsi con gli Opera Seconda, la tribute band dei Pooh: un concerto con i suoi “fratelli” Gianluca e Stefano Cirulli, Ivano Cavallucci e Luciano Di Leonardo per festeggiare il santo patrono.
Sono migliaia i messaggi di cordoglio inviati alla famiglia e postati su Facebook per salutare il musicista che, nella sua carriera, ha accompagnato anche Michele Zarrillo, Drupi, Piero Mazzocchetti, Giò Di Tonno e Lola Ponce, Lena Biolcati. «Danny faceva sempre del bene a tutti», racconta la moglie Giulia, «metteva gli altri sempre davanti a se stesso, ecco perché adesso non mi sorprende che tutto questo affetto stia tornando indietro. Tantissime persone mi sono vicine».
La storia di Manzo lascia senza parole: in un mese la malattia non gli ha dato scampo. «Danny è stato ricoverato alla fine di maggio e, subito, i medici ci hanno detto che si trattava di leucemia mieloide acuta», racconta la moglie, «è la stessa malattia che aveva avuto anche un suo grande amico musicista. I dottori ci hanno spiegato che Danny poteva farcela e guarire ma, negli ultimi due giorni, non rispondeva più alle cure. Abbiamo parlato la sera prima e si sentiva tanto affaticato. Dopo i controlli dei primi giorni, Danny mi rassicurava e mi diceva sempre che aveva il cuore di un trentenne, che in ospedale gli facevano i complimenti e, invece, quel cuore non ha retto».
La musica è in lutto: per Danny Manzo, la batteria era tutto e il palco era casa sua. «Appena entrato in ospedale», dice la moglie, «mi diceva che avrebbe messo per la firma per uscire, andare a suonare nelle piazze e che poi sarebbe tornato a curarsi». Anche Giulia ama la musica: suona il flauto traverso. «Per Danny, la musica e la batteria erano le passioni della vita».
Manzo è stato uno dei fondatori della Big Band “Be tall” tribute Beatles riarrangiati in chiave jazz, ha collaborato live con Irene Fornaciari, Mariella Nava e Maurizio Rolli. Ha diviso il palco anche con Gianfranco Continenza: «Grazie per aver condiviso e vissuto la mia musica», questo il saluto del chitarrista. Era Manzo il batterista della trasmissione “Sono Irraggiungibile” di Vincenzo Olivieri su Rete8. Amava suonare e insegnare la musica: è stato fondatore e presidente della Scuola Musicale Pescarese.
In un post su Facebook, scritto nei primi giorni del ricovero, aveva detto: «Dovrò fare molti esami e sarà una battaglia che spero sia corta. Io sono un combattente nato». Solo la malattia l’ha tenuto lontano dalla sua passione: «Per questo motivo sono costretto a restare fuori dalla scena musicale, giusto il tempo di ricaricare la “batteria”».

