La neo dirigente: sarà una scuola bellissima

Ferrante in servizio dal primo settembre incoraggia chi contesta l’abbattimento della vecchia sede
PESCARA. «Non mi fa paura niente, dopo aver diretto il glorioso istituto alberghiero di Villa Santa Maria, che ha due convitti e accoglie studenti di cinque regioni diverse, e quindi ha una struttura grande e un’utenza eterogenea e variegata». È palpabile la felicità di Giovanna Ferrante, sessant’anni, di Orsogna, che dal primo settembre sarà il nuovo dirigente scolastico del liceo Marconi di Pescara (Linguistico, delle Scienze Umane, delle Scienze Umane opzione economico sociale). Andrà ad occupare il posto dell’attuale dirigente, Florideo Matricciano che va verso la pensione.
«Pescara è una bellissima realtà e lo è anche il Marconi, con ottimo personale, docente e Ata, e anche la direzione dei servizi generali e amministrativi è molto preparata. Trovo un bel terreno», dice la dirigente con entusiasmo, parlando del nuovo incarico e degli «stimoli» che la attendono e che «permettono di dare di più, di offrire un servizio migliore all’utenza e di migliorare quello che si può». Ferrante non si sofferma sulle vicende del liceo Marconi. In questa fase la Provincia sta cercando locali alternativi alla scuola attuale, visto che la sede deve essere abbattuta per realizzarne una nuova, sempre in via Marino da Caramanico. E gli studenti, le famiglie e il personale sono in attesa di sapere dove si svolgerà il prossimo anno scolastico – non essendo ancora chiaro – per cui ci sono già state delle proteste e un docente, Giovanni Dursi, ha avviato lo sciopero della fame. La futura dirigente del Marconi si è già fatta un’idea, però, di ciò che sarà. «Si deve sempre guardare in prospettiva futura, pensare a cosa avremo tra qualche anno e cioè una realtà fantastica anche dal punto di vista strutturale. Dobbiamo avere pazienza e non scoraggiarci, si deve mirare all’obiettivo finale ed è quello di dare a questa città una bella scuola. La prima cosa che farò, da questo punto di vista, sarà trasmettere positività, passione ed entusiasmo, puntando a creare un grande lavoro di squadra perché quando si è uniti ci si sente più forti e gli ostacoli si superano. Se dovessi avvertire un certo scoraggiamento, sarà mia cura dare forza all’utenza: è come essere su una nave e bisogna provare a immaginare cosa c’è in fondo».
La carica ad affrontare questa nuova sfida c’è. «Dopo 12 anni a Villa Santa Maria (sei come vice preside e sei come preside) lascio una realtà prestigiosa per abbracciarne un’altra. Il mio lavoro è una missione, ho sempre amato la scuola e ora sono mossa anche da una curiosità maggiore, andando verso il nuovo incarico. Da laureata in lingue e letterature straniere, poi, questa realtà è uno stimolo in più. Mi piace concludere la mia esperienza lavorativa, che mi ha portato a insegnare anche all’estero, in una realtà liceale».

