La Nuova Pescara slitta al 2027? Ora si vota il rinvio di cinque anni

22 Settembre 2022

Pronta la legge regionale sull’unione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore: dibattito dopo le elezioni La proposta dice sì al prolungamento della scadenza, ma introduce un obbligo: subito servizi accorpati

PESCARA. Slitta al 2027 l’istituzione della Nuova Pescara. O almeno questa è la data contenuta nella proposta di modifica alla legge istitutiva che potrebbe essere depositata per la discussione in consiglio regionale subito dopo le elezioni politiche del 25 settembre. Il centrodestra in Regione ormai da mesi sta lavorando a un nuovo dispositivo normativo per aggiornare l’attuale norma approvata nel 2018, che stabilisce l’istituzione della nuova città da 191mila abitanti con la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore entro il 1° gennaio 2023 o al massimo il 1° gennaio 2024. La bozza della proposta di riforma punta a cambiare le date, spostando l’istituzione del processo di fusione al 1° aprile 2027, ma solo se prima i tre consigli comunali riusciranno a portare a casa dei risultati concreti: per ottenere 5 anni in più, entro il 30 novembre 2023, dovranno essere attivate forme di collaborazione, cooperazione e di esercizio associato delle funzioni comunali per il 50% dei settori di intervento che rimangono invariati rispetto all’attuale legge (vale a dire pianificazione territoriale e urbanistica; grandi infrastrutture; ciclo dei rifiuti; ciclo idrico; trasporto pubblico locale; approvvigionamento energetico; promozione turistica; ambiente; politiche sociali; e servizi scolastici). Dovranno essere accorpate almeno il 50% di attività tra l’organizzazione del personale e degli uffici, la creazione di una centrale unica di committenza, l’unificazione di reti e sistemi informatici, l’integrazione di servizi demografici, di riscossione tributi, polizia locale e l’armonizzazione dei bilanci. Entro la stessa data dovrà essere pronto pure lo statuto provvisorio.
In caso di inadempienza di una di queste condizioni, il nuovo Comune verrebbe istituito entro il 1° aprile 2024, ma con nomina da parte del presidente della giunta regionale in accordo con il presidente del consiglio regionale, di un commissario ad acta.
In caso di conferma della data al 2027 vengono stabilite anche altre tappe intermedie: entro il 30 giugno 2023, la commissione composta dai capigruppo consiliari delle tre municipalità, dovrà rimettere all’assemblea costitutiva un progetto di statuto provvisorio, che dovrà essere sottoposto al voto dei tre consigli entro il 30 ottobre dello stesso anno. Tutti i servizi dovranno essere accorpati entro il 30 settembre 2026. In caso contrario scatterebbe la nomina del commissario.
Il termine ultimo inserito nella proposta di modifica va incontro alle posizioni dei sindaci di Spoltore e di Montesilvano, Chiara Trulli e Ottavio De Martinis, che, pur se di fronti politici opposti – Trulli è del Pd mentre De Martinis è della Lega –, sono concordi sulla necessità di slittare il processo di fusione al 2027, per realizzare l’accorpamento senza fretta e senza accelerare, per tutelare i territori. Di tutt’altro avviso il sindaco di Pescara Carlo Masci (Forza Italia) che punta a chiudere la partita nel 2024, per non rischiare di far diventare il processo come la tela di Penelope.
Nel frattempo, l’iter, secondo il cronoprogramma contenuto nella legge istitutiva attualmente in vigore, va avanti. Il presidente dell’assemblea costitutiva, Marcello Antonelli, ha convocato i tre consigli comunali insieme per giovedì 29 settembre alle 17.30 nella sala consiliare del Comune di Pescara. All’ordine del giorno la relazione del primo semestre 2022, ma anche la relazione conclusiva sul processo di fusione. Difficile immaginare il contenuto di quest’ultima, considerato che il percorso di unificazione è andato a rilento, e al momento non ci sono servizi già accorpati né tantomeno è pronta la proposta di statuto. Sempre secondo quanto previsto dalla legge, i tre Comuni potrebbero richiedere entro la fine di ottobre lo slittamento dell’istituzione al 1° gennaio 2024. Questa eventualità dipende a questo punto dall’evoluzione della modifica alla legge regionale.