La paura di 200 inquilini: «Crepe nei nostri palazzi»

I residenti di tre stabili di Rancitelli denunciano: «Succederà come a Scampia» Consegnata una petizione all’Ater: «Da 50 anni nessuno fa la manutenzione»
PESCARA. Tre edifici Ater vecchi di mezzo secolo, fatiscenti e decadenti. Sono i palazzi ai civici 18, 46 e 70 di via Lago di Capestrano, nel quartiere Rancitelli. «In cinquant’anni non è stata mai passata neppure una mano di vernice», raccontano gli inquilini, sessanta famiglie che hanno promosso una raccolta di firme per sollecitare interventi di ristrutturazione e manutenzione dei fabbricati. «Come ben visibile, tutti e tre gli stabili hanno bisogno urgente di un intervento», recita la petizione. I cittadini chiedono anche un nuovo ascensore «perché quello attuale si ferma un giorno sì e uno no e qui vivono persone con disabilità».
I residenti di via Lago di Capestrano temono l’effetto Scampia, con i crolli alle Vele: le famiglie hanno consegnato la raccolta firme all’Ater per sollecitare «lavori che non sono mai stati fatti», spiega il portavoce degli assegnatari, Lino Ruggieri, «questi palazzi ci cascano addosso, sono pieni di crepe, i muri esterni e interni scrostati e fatiscenti, gli infissi pericolanti. I colori giallo e arancione delle pareti esterne non esistono più. E come se non bastasse, al civico 70, c’è un ascensore che funziona a giorni alterni. A breve deve tornare dall’ospedale un inquilino disabile e speriamo che non scelga il giorno sbagliato altrimenti ci tocca portarlo a casa in spalla o con una sedia».
È una storia che va avanti «da cinquant’anni»: gli stabili sono stati costruiti nel 1974 e «da allora non si è mai visto nessuno a fare manutenzione», dice l’inquilino che parla a nome di tutti i firmatari della petizione.
Le proteste nel quartiere sono una costante ormai: «I nostri palazzi cadono a pezzi e non si vede nessuno a sistemarli, mentre al Ferro di cavallo avevano fatto i cappotti pur sapendo che gli edifici poi dovevano essere abbattuti», sostengono gli inquilini, circa duecento quelli che hanno firmato il documento inviato all’azienda di edilizia residenziale per sollecitare un «sopralluogo dei fabbricati e verificare in che condizioni pietose stanno» per poi procedere agli interventi di sistemazione necessari.
Oltre ai tre fabbricati, gli inquilini segnalano anche il degrado del vicino parco della Speranza, in via Lago di Capestrano, i cui lavori di rifacimento sono bloccati da due anni. «Il parco è transennato con un pezzo di plastica rossa», riferisce un cittadino della zona che chiede l’anonimato per timore di ritorsioni, «ogni giorno è meta di sbandati e prostitute. Un degrado infinito che doveva essere sanato con lavori di ristrutturazione che si sono fermati due anni fa». Un cartello della ditta appaltatrice «che ha sostituito la precedente» segnala che i lavori dovevano cominciare il 18 aprile scorso per essere conclusi entro 360 giorni. «Invece hanno scavato un buco con le ruspe e non si è visto più nessuno da tre mesi. E ora, tra maltempo e ritardi burocratici, chissà quando ricominceranno», conclude il residente di Rancitelli.

