La Pineta che rinasce: 80mila euro dai pescaresi

30 Novembre 2021

Consegnato l’assegno con le donazioni raccolte durante il Festival dannunziano L’obiettivo: riaprire la zona del laghetto dopo Natale. Gli esperti: prime rinascite

PESCARA. Entro il mese di gennaio saranno riaperte al pubblico le aree dei comparti 3 e 4 della Pineta Dannunziana, quelle corrispondenti alla zona del laghetto dei cigni. Per il comparto 5, invece, il più colpito in assoluto dall’incendio del primo agosto, dalla prossima settimana inizieranno gli interventi di bonifica e pulizia. Tutto questo sarà possibile grazie a 160mila euro da subito disponibili grazie alla generosità dei pescaresi. Un assegno da 80 mila euro è stato consegnato, ieri mattina, dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri nelle mani del sindaco Carlo Masci. Si tratta di soldi raccolti attraverso le donazioni liberali del Festival dannunziano. Comprendono poi contributi erogati da sponsor e dallo stesso Consiglio regionale che ha investito una quota parte dei propri risparmi. Altri 80mila euro sono invece risorse proprie dell'amministrazione comunale, ma includono anche le offerte delle tantissime persone che hanno aderito alla campagna “Facciamo rinascere la Pineta Dannunziana”. In occasione della consegna dei soldi, i tre esperti per il recupero dell’area verde, Nevio Savini, Dario Febbo e Gianfranco Pirone hanno presentato una relazione nella quale - in 14 punti - sono elencate modalità e indicazioni tecnico-scientifiche per giungere al recupero post-incendio della riserva. Vale a dire, quelle che sono e saranno perseguite parallelamente al profilo strettamente emergenziale, partendo da un fondamentale prerequisito: il mantenimento dell’attuale livello di protezione della Riserva e il sostegno al recupero naturale della pineta. A tal proposito, i tre esperti hanno fatto presente che «la resilienza della pineta sta funzionando, manifestando una forte ripresa in tutta l’area».
Già si possono osservare centinaia di plantule di Pino d’Aleppo alte non più di due o tre centimetri oltre a nuovi arbusti di pungitopo. «Quanto ci viene riferito dai tre esperti e da quanti fanno parte del gruppo d’ascolto», ha affermato Masci, «ci induce a un convinto ottimismo. Abbiamo lavorato in questa direzione, perché il nostro obiettivo è quello di restituire a Pescara e all’Abruzzo un patrimonio che è espressione della nostra identità». Rispetto agli interventi per rendere fruibile la Riserva, l’assessore Gianni Santilli e l’ingegner Giuliano Rossi hanno spiegato che, entro dicembre, saranno avviati i lavori per la messa in sicurezza e per apporre quelle limitazioni che consentano la ripresa del patrimonio arboreo dei comparti 3 e 4. Maggiore attenzione si rende necessaria per il comparto 5, dove bisognerà procedere alla bonifica e all’eliminazione di ruderi dell’ex vivaio e di ingenti quantitativi di rifiuti, che andranno differenziati. Le due fasi di lavoro saranno gestite da imprese diverse. «Si comincia a risanare la nostra pineta», ha sottolineato Sospiri, «e a guarire la nostra ferita», ricordando fra l'altro che tre miilioni e 400mila euro sono stati già stanziati dalla Regione lo scorso 3 agosto e destinati a coprire tutte le emergenze determinate dagli incendi che il 1° agosto scoppiarono da Pescara alla Costa dei Trabocchi.