La Pineta verso l’ampliamento Masci: così la faremo rinascere
Sindaco e assessori annunciano l’accorpamento delle zone e altri espropri per allargare i confini Lo svincolo della Variante sarà abbattuto e via della Bonifica diventerà un sentiero della Riserva
PESCARA. Far rinascere, unificare e ampliare la Pineta dannunziana. È l’obiettivo del comune di Pescara e si andrà a concretizzare un po’ per volta. Palazzo di città non pensa solo alla ripresa delle zone bruciate dal rogo scoppiato un anno fa dalla ferrovia verso il mare ma mira ad una rivisitazione della Pineta, con l’accorpamento delle varie porzioni, un allargamento del polmone verde attraverso gli espropri già avviati (15mila metri quadri di fronte all’Aurum più l’ex casello ferroviario) e quelli da realizzare nel comparto 1 (ex galoppatoio). «Il cosiddetto svincolo a trombetta della circonvallazione sarà abbattuto per una sistemazione complessiva della zona, sarà finito l’intervento su via Pantini (oggi c’è un cantiere) che permetterà l’unificazione dei comparti e via della Bonifica diventerà un sentiero della Riserva. Sparirà la recinzione del comparto 5», quello che è sempre stato chiuso al pubblico e che ha riportato i danni più pesanti, dopo l’incendio del primo agosto 2021. Su quei 5 ettari e mezzo tra via della Bonifica e via Pantini stanno rinascendo in autonomia pini e latifoglie, il che vuol dire che «la natura trova le sue soluzioni», dice il sindaco Carlo Masci, e intanto procede la bonifica (va rimosso ciò che resta dell’ex vivaio).
«Stiamo facendo la nostra parte per ricostruire la Pineta» commenta Masci 12 mesi dopo quel rogo spaventoso, e fa il punto della situazione con il suo vice Gianni Santilli, l’assessore ai Lavori pubblici e alla Mobilità Luigi Albore Mascia e uno dei tre esperti nominati subito dopo l’incendio, il generale dei carabinieri forestali in pensione Nevio Savini (gli altri due sono Dario Febbo e Gianfranco Pirone). Insieme spiegano il percorso seguito in questi mesi e anche come proseguire.
Dopo aver avviato gli interventi nel comparto 5 e aver riaperto al pubblico, il 12 marzo, l’area del laghetto (investendo 160mila euro), ora si punta ad utilizzare «un milione e 200 mila euro che in una quindicina di giorni dovrebbero arrivare dall’assicurazione». Saranno usati, tra l’altro, «per riportare in vita la zona che era occupata dalla casetta dei pensionati», esplosa mentre l’assessore Santilli era a pochissimi passi, e il cui rudere bruciato è ancora lì. E saranno «sistemati i percorsi vita». Attraverso l’assessore Eugenio Seccia, poi, è stato raggiunto un accordo con la Protezione civile, e presto prenderà il via l’irrigazione del comparto 5 dove la vegetazione che sta rispuntando è a rischio a causa della siccità di questo periodo. «Il lavoro da fare c’è», dice Santilli, «ma non ci arrendiamo, continuiamo con entusiasmo». «La Riserva diventerà più fruibile dai pescaresi», annuncia Albore Mascia elencando i progetti che sta seguendo, dallo svincolo da abbattere a via Pantini. Intanto le azioni «a brevissimo e breve termine» indicate dagli esperti «per ricostituire la copertura vegetale del comparto 5 sono state tutte eseguite» ed è stata favorita «la rinnovazione naturale dei pini d’Aleppo, alcuni dei quali hanno raggiunto i 20 centimetri», fa notare Savini. Nel bilancio del lavoro svolto ci sono anche le due telecamere a raggi infrarossi installate per controllare la pineta ed evitare altri roghi. «Ce ne saranno altre», assicura Masci annunciando una novità: «La strada che costeggia la scuola Croce entrerà a far parte dell’area di protezione della riserva e così si potranno salvare diversi alberi».

