«La politica ha dimenticato l’energia»

18 Agosto 2022

Il Codacons: «Rincari dovuti a speculazioni, il Paese è a rischio. I partiti devono impegnarsi»

PESCARA. «La politica non parla più di gas ed elettricità e questo è assurdo»: a lanciare l’accusa è il presidente del Codacons Abruzzo Vittorio Ruggieri, che lancia il suo appello in vista del voto del 25 settembre: «Il problema del caro energia deve diventare prioritario nell’agenda dei partiti che si candidano. Si tratta infatti di un tema esiziale: i rincari di luce e gas potrebbero innescare una recessione mai vista prima nella storia del nostro Paese».
Il rappresentante abruzzese dell’associazione dei consumatori mostra poi i numeri: «Nel mese di luglio 2020 il costo medio dell’energia per gli utenti era di 0,038 euro al kilowatt-ora, a luglio 2022 è stato invece di 0,441, quindi la crescita del prezzo è stata superiore al mille per cento. Ancora peggio per il gas, che è passato da 0,062 a 1,028 euro al metro cubo, facendo segnare un’impennata ben oltre il 1.500 per cento in due anni. Tutto questo è impossibile che sia dovuto solo alla guerra e alle tensioni internazionali. Anche perché c’erano approvvigionamenti e scorte: l’esplosione dei prezzi è stata troppo importante e troppo immediata dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Il rincaro dei prezzi è quindi in gran parte soltanto una questione di speculazione».
Quindi ancora: «Siamo davanti a un fallimento della politica energetica italiana degli ultimi dieci anni. Dal 2013 nella bolletta del gas paghiamo anche alcuni corrispettivi per finanziare quei meccanismi che dovrebbero identificare e fermare le azioni speculative, invece queste sono arrivate lo stesso. In buona sostanza chi doveva controllare non lo ha fatto ed è accaduto proprio quello che si voleva e doveva evitare: un’azione speculativa, tra l’altro proprio in un momento difficilissimo come quello che si stiamo vivendo. Ora il sistema fa breccia da ogni parte ed è completamente sbilanciato in favore delle società di somministratori dei servizi, che fanno il bello e il cattivo tempo, rispetto agli utenti, che invece hanno visto perdere il proprio potere d’acquisto sia a causa delle bollette elevatissime sia delle ricadute dei costi energetici sui prezzi delle materie prime e dei prodotti negli scaffali». Quindi cosa dovrebbe comparire nell’agenda politica dei partiti? Spiega il presidente abruzzese del Codacons: «La politica deve innanzitutto riconoscere il fallimento e dare un segnale forte: deve cambiando i vertici dell’agenzia Arera, quella che avrebbe dovuto controllare. Poi deve impegnarsi a mettere l’agenzia nelle condizioni di lavorare veramente. Infine deve nascere un ministero ad hoc o almeno una commissione parlamentare con lo scopo di mettere mano a un piano energetico serio». (l.t.)