La politica va in pressing ma D’Amario non si muove
PESCARA. Durante la campagna elettorale per le regionali del 25 maggio 2014, la politica aveva promesso quel posto da capo della sanità pescarese almeno a una decina di persone. Ma a distanza di...
PESCARA. Durante la campagna elettorale per le regionali del 25 maggio 2014, la politica aveva promesso quel posto da capo della sanità pescarese almeno a una decina di persone. Ma a distanza di quasi un anno – sono passati 10 mesi dalle elezioni – il direttore generale della Asl Claudio D’Amario, 56 anni di Francavilla, resta al suo posto. E D’Amario, che vanta il merito di aver rimesso in ordine i conti della Asl, lo fa senza paura: nominato nell’era del centrodestra dell’allora governatore Gianni Chiodi, ha un contratto blindato che scadrà solo nel 2017. Chiodi poteva scegliere di rinnovare il contratto a D’Amario solo per due anni e, invece, ha deciso di prolungare l’incarico anche dopo la fine del suo mandato. E così l’ex presidente ha spiazzato i piani del centrosinistra. Davanti a D’Amario ci sono altri due anni da manager della Asl.
Ma nonostante il contratto che non lascia spazio a tante interpretazioni, le voci di un cambio imminente al vertice della Asl si susseguono. Voci rivelatesi sempre infondate, ma è fuori di dubbio che negli ambienti politici del centrosinistra regionale si stia pensando a un avvicendamento. Il 19 marzo scorso, proprio dalla Regione era partita la voce di presunte dimissioni di D’Amario, alimentata dal fatto che le ultime delibere non portavano la sua firma. Niente di più falso: quel giorno, D’Amario era fuori dalla Asl per lavoro. Però, che D’Amario si sia guardato intorno non è un mistero: è stato in lizza per un posto da direttore generale in una delle 24 Asl del Lazio. D’Amario, su 994 candidature avanzate alla giunta Pd Zingaretti, è arrivato tra i primi 50. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

