La polizia blinda Rancitelli dopo la rissa

15 Agosto 2018

Il questore: «Intensificati i controlli». Indagini a tappeto sui protagonisti della furibonda lite in strada con sedie e tavoli

PESCARA. Da una parte c’è l’ascolto dei testimoni, per ricostruire l’accaduto. Dall’altra l’esame del materiale sequestrato per cristallizzare alcune situazioni. Continua l’attività della polizia per identificare i responsabili della rissa scoppiata domenica sera davanti a un locale tra via Tiburtina e via Lago di Capestrano, una zona da sempre difficile di Pescara dove i controlli sono stati subito incrementati su disposizione del questore Francesco Misiti.
Almeno una decina i partecipanti alla violenta zuffa, scoppiata tra un gruppo di rom e alcuni nigeriani. E a rimetterci è stato un uomo di 33 anni di origine nigeriana che è rimasto gravemente ferito, tanto che è ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione ed è stato subito operato. Durante la rissa è stato usato di tutto, nello spicchio di marciapiedi davanti al ristorante: sono volati bicchieri, bottiglie, tavoli e sedie. E sono partiti calci, pugni, spintoni e sprangate. Una parte della sequenza è visibile nel video che è stato girato da un testimone e poi pubblicato su Facebook, esaminato immediatamente dalla polizia. Un «live da Rancitelli», come dice l’autore della ripresa, che mostra tutta la violenza usata in quei minuti.
Più di una persona avrebbe aggredito il nigeriano che vive sopra al locale con la famiglia, cioè moglie e tre figli, e che quella sera si è lamentato per il rumore eccessivo proveniente dall’esterno del locale. Per la polizia, l’uomo è sceso in strada per chiedere di smetterla con gli schiamazzi, provocati da alcuni rom ubriachi che volevano a tutti i costi entrare nel locale ma sono stati lasciati fuori. Ed è scoppiata una discussione, sfociata nella rissa. Alla zuffa hanno partecipato alcuni connazionali del 33enne, scesi in strada per dargli manforte. Attraverso le riprese e le testimonianze dei presenti, gli uomini della Mobile, diretti da Dante Cosentino, contano di risalire a tutti responsabili del pestaggio e di rimettere un’informativa alla procura della Repubblica. Nello stesso tempo hanno preso il via gli accertamenti su tutto ciò che la polizia scientifica ha rintracciato vicino al locale e cioè bicchieri, bottiglie, mazze e indumenti, oltre ai rilievi sulle tracce di sangue.
Il questore parla di «un evento spiacevole e deprecabile», sicuramente «da condannare» e probabilmente «dovuto all’abuso di alcool». I controlli «sono stati intensificati», assicura, ma sono sempre stati «giornalieri». Certo «quella è una zona periferica con disagi evidenti» ed è impossibile negare che si tratti di «un quartiere delicato, per tanti motivi». Ma episodi di questo genere non sono da collegare alle peculiarità di questa periferia, commenta Misiti, perché se una rissa è generata «dagli effetti dell’alcol, può avvenire anche in pieno centro».