La polizia scopre una casa del sesso proprietario nei guai

24 Ottobre 2014

Un appartamento in via Alpi era una casa di appuntamenti il titolare denunciato per favoreggiamento della prostituzione

PESCARA. In via Ilaria Alpi, una delle parallele di via Aterno e via Tavo, la polizia ha scoperto e sequestrato una casa di appuntamenti. Lì dentro lavoravano prostitute e transessuali, per lo più italiani e sudamericani, con il beneplacito del proprietario del locale, che sapeva bene cosa accadesse lì dentro e, per curare i suoi affari, aveva escogitato un sistema per incassare gli affitti in nero.

Gli uomini della squadra mobile, diretti da Pierfrancesco Muriana, sono venuti a conoscenza di questa casa a luci rosse situata al terzo piano dello stabile un po’ casualmente, a settembre del 2013. Una sera il personale della squadra volante è intervenuto nel palazzo perché c'era una lite condominiale da sedare. E' nato così, direttamente sul posto, il sospetto che l'appartamento non fosse un alloggio normale ma ospitasse persone che vivono di prostituzione. La verità è emersa nella sua interezza con il passare dei mesi, grazie all'attività di indagine effettuata dalla squadra mobile senza che la presenza degli investigatori in zona emergesse chiaramente. Appostamenti, pedinamenti, ascolto delle persone che di volta in volta occupavano quei locali, sono stati portati avanti con discrezione fino a quando si è ricostruito il quadro completo. Si è capito, spiegano proprio dalla Mobile, che gli affittuari non erano sempre gli stessi, anzi nel giro di pochi mesi si sono alternati dieci inquilini, tutti impegnati nel cosiddetto mercato del sesso. Il proprietario, cioè, cambiava frequentemente inquilini, dando vita a una rotazione costante, e si limitava a stipulare contratti della durata di un mese, in modo da evitare la registrazione degli stessi.

Questo trucchetto gli consentiva di riscutere gli affitti in nero da ciascun occupante, il che gli permetteva di tirare su una discreta somma mensile, pare alcune migliaia di euro.

L'uomo è un 55enne originario della provincia di Chieti, G.D.L., la cui posizione è stata segnalata dalla polizia all’Agenzia delle entrate, per le opportune verifiche fiscali. In seguito alle indagini l'uomo è stato denunciato all'autorità giudiziaria per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, considerato che con il suo comportamento, secondo l’accusa, ha consentito consapevolmente che l’appartamento fosse adibito a una vera e propria casa a luci rosse, traendone un indebito profitto. Un posto lontano dal traffico del centro cittadino, decisamente tranquillo e che dava poco nell'occhio, ma la cui esistenza è comunque venuta alla luce, anche se per una casualità.

A disporre il sequestro preventivo è stato il gip Gianluca Sarandrea su richiesta del pm Salvatore Campochiaro che ha vagliato e condiviso le risultanze del lavoro investigativo sviluppato dalla squadra mobile, facendo chiudere i battenti all'attività.

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