La preside: «Il pasto riservato al piccolo è arrivato sigillato»

29 Settembre 2019

PESCARA. «Il bambino ha mangiato il pasto speciale, a lui riservato, che gli è arrivato dalle cucine dentro un contenitore sigillato col suo nome sopra. Il budino lo ha assaggiato, ma non lo ha...

PESCARA. «Il bambino ha mangiato il pasto speciale, a lui riservato, che gli è arrivato dalle cucine dentro un contenitore sigillato col suo nome sopra. Il budino lo ha assaggiato, ma non lo ha finito perché non aveva più fame, così ha detto alla maestra che ha pranzato insieme al piccolo».
La preside del comprensivo 7 Rossella Di Donato, che si dice «dispiaciuta», così commenta l’accaduto nel plesso di San Donato precisando che «il bambino è arrivato raffreddato e non si è sentito male a scuola».
Un passaggio che la dirigente del comprensivo che ospita 1041 alunni di cui 400 all’infanzia, tiene a sottolineare «perché», spiega, «se il piccolo si fosse sentito male a scuola avremmo, come da prassi, dovuto attivare tutte le procedure del caso, prima contattando la famiglia poi l’emergenza sanitaria. Invece il padre è venuto spontaneamente a riprendere il figlio intorno alle 13,30 del primo giorno di mensa, il 23 settembre scorso, e solo il giorno dopo ho saputo dalle maestre cosa fosse accaduto, ma a scuola non ha vomitato».
Nella denuncia al nucleo di Polizia ambientale agroalimentare e forestale, invece, il padre del piccolo ha scritto che «ho chiesto spiegazioni alla maestra sul perché mio figlio stesse piangendo e lei mi ha risposto che aveva rimesso almeno due o tre volte del catarro». La preside rivela che anche nel suo comprensivo ci sono «bambini celiaci o comunque a cui vanno riservati pasti speciali» come in questo caso. Il contenitore destinato al bambino che sembra essere allergico alle proteine del latte, secondo la famiglia, è giunto a scuola, dalle cucine della Serenissima (che si trovano nei locali di via Giardino e della scuola media Carducci), riempito di «pasta con il sugo semplice senza formaggio, la carne e il budino che il piccolo non ha terminato. Il pasto era sigillato e aveva il nome impresso sopra», conclude la dirigente del comprensivo di Colle Pineta, «non abbiamo ravvisato alcuna anomalia e, soprattutto, ripeto, il bambino non si è sentito male a scuola».