La produzione tiene e punta all’elettrico

20 Aprile 2023

A Santa Maria Imbaro l’Osservatorio del settore fa incontrare imprese e politica, Honda e Fca ottimiste per il futuro  

SANTA MARIA IMBARO. Il settore automotive abruzzese guida l'economia regionale ed è riuscito a restare competitivo anche a seguito di profondi cambiamenti strutturali del quadro economico mondiale. Lo racconta la seconda edizione dell'Osservatorio Automotive Abruzzo 2023, a cura del Polo innovazione automotive e presentata ieri pomeriggio nella sede del Patto Sangro Aventino davanti al gotha dell'industria e dell'economia regionale, al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio e all'assessore alle Attività produttive Daniele D'Amario.
La presentazione dello studio si innesta in un periodo cruciale per l'economia regionale che si prepara a una trasformazione senza precedenti, come è quella della imminente transizione ecologica, all'indomani degli effetti, per lo più ancora in corso, di eventi drammatici come la pandemia, la guerra in Ucraina, la contrazione economica, la crisi energetica e della componentistica. Parola d'ordine: ottimismo.
L'Abruzzo, nonostante le difficoltà riscontrate a livello mondiale del comparto automotive, continua a rimanere una regione "accattivante". Questo soprattutto grazie alla natura fortemente innestata sul comparto automotive e a una vocazione manifatturiera che attinge ad una tradizione storica pluridecennale con la presenza di due colossi mondiali del mondo motoristico: Honda Italia industriale, fondata nel 1971, unico stabilimento europeo della casa madre giapponese per la produzione di due ruote e Fca Italy Atessa Plant (ex Sevel), fondata nel 1978 e che dal 1981 produce i veicoli commerciali leggeri più venduti in Europa.
LO STUDIO.
L'Abruzzo, che fino a 10 anni fa non effettuava ricerca industriale e che ora compete a livello internazionale con progetti e scuole di formazione come l'Its, ha un tasso di industrializzazione più elevato della media nazionale, pari al 27%. Delle 76 aziende contattate dal Polo, hanno risposto al questionario in 29 che rappresentano il 77% del fatturato di riferimento (6.127.506.246,00 euro), e il 61% dei dipendenti (12.757).
La fotografia rappresenta un aggiornamento della prima edizione dello studio del 2019, alla luce dei recenti cambiamenti globali. Rispetto alla domanda mondiale di autoveicoli, nel decennio 2009/18, le vendite di autoveicoli sono passate da 65,6 milioni nel 2009 a circa 96 milioni nel 2018/19. A seguire, però, a causa degli avvenimenti noti, i dati sono andati via via diminuendo. Anche per quanto riguarda la produzione mondiale di autoveicoli, la pandemia e le misure di contenimento messe in atto dai governi mondiali hanno causato un brusco rallentamento nella produzione automotive che è crollata nel 2020, quadro che si è verificato anche in Europa e in Italia. I volumi prodotti sono tornati a crescere solo nel 2021/22. «L'Italia dal 2017 al 2022 ha perso quasi la metà della produzione di auto», ha illustrato il direttore del Polo automotive, Raffaele Trivilino, «ma l'Abruzzo tiene. Dobbiamo scommettere sulle competenze per l'industria del futuro e prepararci fin da ora alla transizione elettrica che porterà cambiamenti importanti sia nella produzione che nella vendita dei veicoli».
FCA ITALY E HONDA.
«In generale, pur nelle conseguenze, inevitabili, che il quadro economico e strutturale degli ultimi anni ha comportato», ha sottolineato il presidente del Polo Automotive, Giuseppe Ranalli, «le aziende abruzzesi hanno resistito e continuano a guardare al futuro con moderato ottimismo. L'automotive si conferma dunque un vero e proprio tesoro per l'Abruzzo, dove la presenza di Fca Italy (nel 2021 prodotti 260.000 veicoli, pari al 12% della produzione europea e nel 2022 si scende a 206.000 furgoni a causa della crisi della componentistica, ma rappresentando comunque il 12% del totale europeo ndc) e Honda Italia industriale (88.000 moto nel 2021 e ben 111.000 nel 2022 ndc), insieme ad altre piccole e medie imprese innovative del comparto, hanno un peso a livello nazionale ed europeo che traina tutto l'indotto e le altre aziende».
«Ci aspetta un futuro in cui dobbiamo essere ottimisti», è intervenuto Paolo Accastello, Fca Italy Atessa plant, «e sfide che dobbiamo saper governare e che non riguardano gli ordini o lo stabilimento Fca in Polonia, ma l'essere competitivi. Il prossimo anno lanceremo il veicolo elettrico completamente realizzato ad Atessa e il van Toyota sarà prodotto qui. I problemi riguardano piuttosto le infrastrutture, la competitività energetica, la logistica e l'assenteismo, problema ancora grave in questo stabilimento».
«Abbiamo visto crescere i volumi in relazione alla necessità di indipendenza nella mobilità e all'aumento dei costi della benzina, più sostenibili per le due ruote», ha spiegato Marcello Vinciguerra, Honda Italia, «per il futuro sarà necessario confermare la nostra forte capacità di adattamento e fare sistema con il territorio».
LA REGIONE.
«I lavori per la nuova piastra logistica di Saletti saranno conclusi come da programma a maggio», ha annunciato Marsilio, «e ulteriori finanziamenti riguarderanno il porto di Ortona e un nuovo piazzale da 60.000 metri quadri a Fossacesia, più due nuovi binari collegati con la stazione di Torino di Sangro. La Regione», ha aggiunto il presidente della giunta, «continuerà a dare supporto al comparto, sia con azioni concrete di breve-medio e lungo termine, sia continuando ad ascoltare le imprese, per intraprendere iniziative che nascano dal cuore produttivo del sistema, e non soltanto dai tavoli istituzionali e politici».