La prof insulta gli alunni a scuola Il pm chiede il rinvio a giudizio

2 Febbraio 2021

Docente dell’istituto comprensivo 1 di via Einaudi rischia di essere processata per maltrattamenti L’accusa: studenti delle medie derisi e umiliati davanti ai compagni anche per l’aspetto fisico

PESCARA. Senza più freni inibitori, era arrivata a insultare pesantemente i suoi allievi sia durante l'orario di lezione sia nei corridoi della scuola. Lo faceva davanti a tutta la classe e persino coinvolgendo, in alcune occasioni, anche altre sue colleghe che, loro malgrado, erano costrette ad assistere a uno spettacolo non consono a una insegnante. Adesso, questa docente dell'Istituto comprensivo 1 di via Einaudi, 64 anni, rischia di finire sotto processo per maltrattamenti.
Il sostituto procuratore Rosangela Di Stefano ha, infatti, concluso la sua inchiesta e ha deciso di firmare la richiesta di rinvio a giudizio per la docente, accusata di aver maltrattato una decina di suoi alunni delle medie che vengono elencati nel capo di imputazione e che quindi, con ogni probabilità, hanno cristallizzato le loro dichiarazioni nel corso dell'inchiesta.
L'indagata, stando almeno a quanto viene riportato nel capo di imputazione, «si lasciava andare a scoppi di ira senza giustificato motivo, vessando gli allievi psicologicamente, umiliandoli e deridendoli davanti ai compagni di classe». E lo faceva per le ragioni più diverse, che nessuna attinenza avevano magari con un comportamento scorretto dell'allievo durante la lezione.
Insulti legati «all'aspetto fisico, alle condizioni sociali e di salute, profferendo al loro indirizzo insulti quali: “sei un'handicappata; sei stupida; hai la voce di una gallina; mi fai vomitare; guardati quanto sei grasso; cicciona; siete delle nullità, valete meno di zero”». E non soddisfatta di indirizzare tali insulti a ragazzi della prima media, chiamava a volte in causa anche le loro famiglie, con frasi del seguente tenore: “le vostre mamme sono cagne, lavorano di notte”».
Una situazione che era diventata insostenibile e che per forza di cose arrivò alle famiglie. La mamma di un’allieva, dopo aver cercato di capire meglio dalla figlia i veri motivi che facevano scatenare quell'assurda ira da parte della docente e non trovando nei racconti alcuna spiegazione, si decise a rivolgersi ai carabinieri.
Così si mise in moto anche la macchina della scuola: la preside, che comunque aveva inoltrato una segnalazione ai carabinieri sulla base delle notizie raccolte a scuola circa il comportamento dell'insegnante in questione, convocò la ragazza con i genitori e la invitò a riferire immediatamente a lei qualsiasi altro episodi che si fosse verificato.
Ma i tentativi della ragazza vennero bloccati dalla docente che non le permise di uscire di classe. I carabinieri fecero le loro indagini ed acquisirono anche le dichiarazioni di un'altra insegnante che, suo malgrado, fu costretta a confermare quei modi bruschi e inaccettabili della collega, proprio per essere stata testimone oculare di uno di quegli episodi quando un giorno nei corridoi, mentre le due insegnanti parlavano, passarono due ragazze e l'indagata si rivolse alla collega dicendole: «Dì a queste due di farsi una doccia».
Sta di fatto che la preside, vista la situazione, decise di spostare l’insegnante da quella classe. I fatti contestati dalla procura coprono un arco di tempo che va dal settembre 2019 a febbraio 2020. Adesso, per il 16 settembre è stata fissata la data dell'udienza preliminare davanti al giudice Antonella Di Carlo e, se il gup dovesse decidere per un eventuale rinvio a giudizio, tutti quegli inqualificabili episodi verranno ripercorsi nell'aula del tribunale.
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