La proposta delle imprese alla Regione: «Investire 140 milioni per il rilancio»

19 Aprile 2020

PESCARA. Rimodulazione dei fondi comunitari, massiccia iniezione di liquidità in tutti i settori produttivi e investimenti per consentire alle aziende, agli imprenditori e ai loro dipendenti di...

PESCARA. Rimodulazione dei fondi comunitari, massiccia iniezione di liquidità in tutti i settori produttivi e investimenti per consentire alle aziende, agli imprenditori e ai loro dipendenti di riavviare al più presto l’attività. Una manovra da 140 milioni di euro per scommettere sulla ripartenza. Si spiega così la richiesta che il mondo delle imprese e del lavoro rivolge alla Regione, per sostenere il momento di difficoltà che tutto il mondo produttivo sta vivendo per l’emergenza coronavirus. Quattordici sigle espressione del mondo dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio, della cooperazione, della piccola industria e dei servizi (Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop), oltre ai sindacati dei lavoratori Cgil, Cisl, Ugl e Uil, hanno inviato un documento al presidente della Regione Marco Marsilio e all’assessore alle attività produttive Mauro Febbo in cui entrano nel merito con proposte, cifre dettagliate, ipotesi di lavoro. Sulla rimodulazione dei fondi comunitari, a Marsilio si chiede di «avviare una discussione seria e di merito sul loro utilizzo massiccio, e la cui riprogrammazione è stata autorizzata dall’Unione Europea e sottoposta al vaglio della Conferenza Stato-Regioni». Assai corposa la voce dedicata alla liquidità. Alla Regione, i firmatari del documento sottopongono una proposta articolata su più punti, a cominciare dalla necessità che l’ente guidato da Marsilio assuma un ruolo da protagonista nel rapporto con gli istituti di credito, che vanno coinvolti e stimolati, perché «lo Stato ha messo a disposizione strumenti di garanzia poderosi, ma il ruolo di attori principali è riservato sempre alle banche, che erogheranno i soldi che servono alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie per sopravvivere». Alla Regione si chiede di attivare percorsi con proprie risorse e propri strumenti. Come? Ad esempio «riattivando subito il microcredito gestito da Abruzzo Sviluppo, mettendo in campo tutte le risorse disponibili, con un taglio massimo di 10mila euro da restituire in 5 anni con 18 mesi di preammortamento a un interesse dell’1%; ristrutturando il prodotto “Abruzzo Crea”, che ha un residuo di circa 10 milioni di euro, integrandolo con altri 20 milioni, per erogare credito diretto aggiuntivo ai provvedimenti statali che limitano gli importi al 25% del fatturato; estendendo la percentuale massima di garanzia dal 90 al 100% con il sistema dei confidi abruzzesi». Quanto al turismo e a tutte le filiere connesse, la proposta prevede di destinare «almeno 50 milioni di euro, per una serie di iniziative specifiche tra cui tra cui un “voucher vacanze Abruzzo”». (c.s.)